PUNTO 2-Italia, balzo inatteso per produzione, +0,8% in maggio

martedì 10 luglio 2012 18:46
 

(aggiunge paragrafo con previsioni Confindustria e Fmi alla
fine del secondo blocco)
    di Giulio Piovaccari
    MILANO/ROMA, 10 luglio (Reuters) - È cresciuta la produzione
industriale italiana nel mese di maggio, un dato largamente
inatteso - anche nell'entità del rialzo - che tuttavia non
appare ancora in grado di invertire il trend del trimestre,
negativo per la produzione e recessivo per l'economia.
    Secondo i dati Istat diffusi questa mattina, in maggio
l'indice destagionalizzato della produzione industriale è salito
dello 0,8% su base congiunturale, a fronte di stime per un calo
dello 0,2%. Su base tendenziale la produzione resta invece in
calo, con l'indice corretto per i giorni lavorativi che segna in
maggio un -6,9%. Le attese erano tuttavia per una flessione più
ampia, dell'8,3%. L'Istat ha contestualmente rivisto i dati di
aprile, a -2,0% da -1,9% su mese e a -9,3% da -9,2% su anno. 
    "Questo +0,8% a sorpresa lo spiego con un effetto di
recupero rispetto ad aprile, mese che era stato sporcato da una
serie di festività" spiega l'economista di Unicredit Loredana
Federico, ricordando come le previsioni negative della vigilia
fossero dettate dalle indagini di fiducia che davano "un quadro
del tutto negativo, sia per le prospettive, sia per gli ordini".
    A quanto emerge dal comunicato dell'Istat è sostanzialmente
la componente energia che spiega il rialzo, su base mensile,
della produzione, con un incremento dell'1,7%. In aumento dello
0,3% anche la produzione di beni strumentali e intermedi, mentre
restano in flessione (-0,6%) i beni di consumo.
    "È consolante vedere un piccolo aumento della componente dei
beni strumentali e di investimento, anche se molto modesto,
mentre resta il fatto che i beni di consumo rimangono negativi,
il che suggerisce come la domanda interna sia ancora debole.
Questo +0,8% è molto legato alla componente energia" afferma
l'economista di Barclays Fabio Fois. 
    Carmela Pace di Mps Finance nota che il settore industriale
potrebbe aver tratto qualche beneficio dal recente deprezzamento
dell'euro, ma conferma, relativamente al dato di maggio, che "il
rimbalzo va attribuito quasi esclusivamente alla componente
energia".
    
    PRODUZIONE VISTA ANCORA IN CALO NEL SECONDO TRIMESTRE
    Nonostante il rimbalzo, il saldo resta negativo da inizio
2012: nella media dei primi cinque mesi dell'anno, scrive
l'Istat nel comunicato, la produzione italiana è diminuita del
6,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
    "Credo si tratti di un dato anomalo e si torni già a giugno
a una variazione negativa dell'indice mensile, così come
negativa dovrebbe essere quella trimestrale nel periodo
aprile-giugno" spiega Carmela Pace di Mps.
    Secondo Fois di Barclays il dato odierno non muta la
previsione di un secondo trimestre ancora negativo, anche se
probabilmente meno pesante del primo, in cui la produzione aveva
mostrato una flessione complessiva dal 2,3%.
    "In generale si può dire che non c'è inversione del ciclo
economico e che quindi l'Italia rimarrà in recessione nel
secondo trimestre" conclude l'economista della banca inglese. 
    Secondo le previsioni di Unicredit, è possibile al momento
proiettare sul secondo trimestre un calo complessivo della
produzione dell'1,4% contro stime precedenti della banca di una
flessione superiore al 2%. 
    Che il secondo trimestre sarà comunque negativo lo prevede
anche il Centro Studi di Confindustria, secondo cui il periodo
aprile-giugno si chiuderà una caduta della produzione dell'1,7%.
Pesa, scrivono gli economisti del Csc, "la dinamica negativa
dell'attività industriale, già penalizzata da una domanda
interna molto debole" e "accentuata negli ultimi mesi da un
contesto globale in rallentamento che frena le esportazioni
italiane".
    Inoltre, nel suo rapporto annuale sull'Italia, diffuso oggi
pomeriggio, lo stesso Fondo monetario internazionale ha
prospettato per la produzione industriale italiana un terzo
trimestre stentato, a causa degli effetti del terremoto che ha
colpito l'Emilia.
    
    ITALIA MEGLIO DI FRANCIA E ZONA EURO
    Tornando al dato di oggi, va comunque evidenziato come il
risultato non solo abbia battuto le attese, ma si stato anche di
quello francese e - se le stime verranno confermate - di quello
dell'intera zona euro.
    La produzione industriale francese - il dato è stato
pubblicato questa mattina - ha fatto segnare un brusco calo in
maggio, dell'1,9%, più ampio di quanto previsto,
col presidente Francois Hollande che parla di un pil piatto
nella prima metà del 2012.
    Giovedì 12 sarà invece la volta dei dati della zona euro: in
questo caso le stime sono per una produzione invariata su mese,
dopo il -0,8% di aprile.
    Lassù, invece, sta la Germania, la cui produzione è
rimbalzata, secondo i dati pubblicati venerdì scorso,
addirittura dell'1,6% in maggio dopo il -2,1% del mese
precedente.
    
    -- ha collaborato Giuseppe Fonte)
    
    
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