April 26, 2012 / 1:08 PM / 5 years ago

PUNTO 1 - Italia, Pil 2012 -1,6%, deficit 2,2% - Ref

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(aggiunge dettagli da nota istituto, contesto)

MILANO, 26 aprile (Reuters) - Il 2012 è un anno di recessione per l'economia italiana e, dal punto di vista dei conti pubblici, di transizione nel percorso di consolidamento della finanza pubblica.

Scende il deficit pubblico, aumenta la pressione fiscale, cade la domanda interna, la disoccupazione aumenta, si contraggono i salari reali. L'intensità della recessione è attenuata dalla tenuta delle esportazioni, cade l'import, migliora il saldo commerciale.

Lo scenario è tratteggiato dal centro studi Ref nel rapporto trimestrale diffuso oggi.

Dal punto di vista dei numeri quest'anno il Pil calerà dell'1,6% con un deficit/Pil al 2,2% in 2012 e un debito al 123,4%.

Rimane elevata l'inflazione - al 3,2 - mentre il tasso di disoccupazione sale al 9,5%.

Il quadro migliora moderatamente per l'anno prossimo, che si configurerà però come un nuovo periodo di recessione con una caduta del Pil pari a 0,3% parallela a un rientro del deficit e del debito a rispettivamente 0,8% e 121,4% del prodotto.

Sempre guardando al 2013, la proiezione sul costo della vita scivola a una media annua di 3,0% ma quella sulla disoccupazione sale a 9,9%.

"Attività economica mondiale in recupero fra fine 2011 e inizio 2012, ma i rischi restano significativi: la situazione dei paesi europei della periferia non riesce a normalizzarsi; i mercati finanziari restano in tensione" si legge nel rapporto Ref.

La performance dell'economia italiana sarà quest'anno la peggiore tra i primi quattro paesi della zona euro, superando anche il -1,2% atteso sulla Spagna. Madrid, nelle stime Ref, vedrà però il prossimo anno una caduta del Pil di un decimo superiore rispetto a quella italiana.

Riassunte nel Documento di economia e finanza approvato la settimana scorsa dal consiglio dei ministri, le ultime proiezioni del governo indicano per il Pil una contrazione di 1,2% nel 2012 seguita da una ripresa di 0,5% nel 2013.

Sull'indebitamento della pubblica amministrazione la scommessa del governo Monti è di 1,7% del Pil quest'anno e 0,5% il prossimo.

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