Banche, migliora prospettiva credito, ma resta problema sofferenze- Bankitalia

martedì 17 aprile 2012 12:04
 

ROMA, 17 aprile (Reuters) - La contrazione del credito all'economia, evidente nel trimestre tra dicembre e febbraio, dovrebbe venire meno dopo la seconda iniezione di liquidità alle banche italiane attuata dalla Bce nel febbraio scorso.

Lo scrive Bankitalia nel Bollettino Economico in cui osserva che nello stesso periodo è salita di 44 miliardi netti la quota di investimenti in titoli pubblici delle banche.

A proposito del credit crunch "la contrazione si è concentrata in dicembre. L'ulteriore operazione di rifinanziamento a tre anni effettuata alla fine di febbraio dovrebbe in prospettiva contribuire a una normalizzazione del mercato creditizio", dice Bankitalia.

Nella seconda operazione a tre anni (cosiddetta Ltro) condotta alla fine di febbraio, il finanziamento netto a favore delle banche italiane è stato pari a circa 80 miliardi.

"Ulteriori effetti espansivi sull'offerta di credito saranno verosimilmente visibili nei prossimi mesi, dati i ritardi nella trasmissione degli interventi di politica monetaria", aggiunge Bankitalia.

Nel periodo tra fine novembre e fine febbraio le banche hanno aumentato le consistenze di titoli di amministrazioni pubbliche per 63 miliardi, di cui 44 dovuti a nuovi investimenti netti e il resto a variazioni di prezzo. "Gli acquisti sono stati diffusi tra gli intermediari".

Resta critica per le banche la dinamica della raccolta che tiene per quanto riguarda i depositi ma soffre dal canale all'ingrosso.

"La consistenza dei depositi di residenti alla fine di febbraio scorso era attorno al livello di dodici mesi prima; dalla fine di novembre è aumentata, al netto degli aggiustamenti di valutazione e delle altre variazioni non connesse a transazioni, di 25 miliardi. I depositi di non residenti, che rappresentano prevalentemente raccolta interbancaria all'estero, sono invece diminuiti, fra la fine di novembre e la fine di febbraio, di 32 miliardi, per effetto dell'acuirsi della percezione del rischio paese, che dal debito sovrano si è trasmessa al sistema bancario. Nello stesso periodo, le obbligazioni emesse da banche italiane e collocate sia allo sportello sia sul mercato all'ingrosso, di cui non è nota la residenza del soggetto detentore, sono diminuite di 13 miliardi".

La recessione sta poi pesando ancora sulla qualità del credito. Secondo dati al quarto trimestre del 2011, "il flusso delle nuove sofferenze in rapporto ai prestiti è salito di tre decimi di punto, al 2% (dati destagionalizzati e in ragione d'anno). L'aumento è interamente ascrivibile ai prestiti alle imprese, per i quali l'indicatore si è attestato al 3,0 per cento, il valore più alto registrato dall'inizio della crisi. Il deterioramento ha interessato tutto il paese, ma è stato più intenso per i prestiti concessi a residenti nel Mezzogiorno".   Continua...