11 aprile 2012 / 14:48 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Tesoro ridurrà Pil 2012 in linea a -1,3% Ue - Grilli

(Aggiunge contesto)

ROMA, 11 aprile (Reuters) - Il ministero dell'Economia ridurrà la stima sul Pil italiano per il 2012 dall'attuale -0,4% ad un valore "abbastanza coerente" con il -1,3% indicato recentemente dalla Commissione europea.

Lo ha detto il vice ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, parlando del nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica che il governo si appresta a inserire nel Documento di economia e finanza (Def), la cui pubblicazione è attesa entro il 15 aprile.

"Siamo sempre abbastanza coerenti con le stime Ue", ha risposto Grilli alla Camera al cronista che chiedeva se il Tesoro si avvii a preggiorare le previsioni economiche in linea a quanto prevede Bruxelles.

L'esecutivo di Mario Monti ha sempre escluso che il peggioramento del quadro economico possa rendere necessaria una nuova manovra correttiva per via di due fattori. Primo, la manovra di dicembre non contiene il gettito che l'esecutivo si aspetta dalle nuove misure di contrasto all'evasione fiscale introdotte negli ultimi tre mesi. Secondo, la manovra si basa su un livello di interessi passivi calcolato sui rendimenti di novembre, quando lo spread superava i 500 punti base a fronte dei 380 circa di oggi.

Un ulteriore "cuscinetto di garanzia", secondo l'espressione usata a fine gennaio dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, potrebbe venire dalle risorse raccolte con la Spending review, la soppressione mirata delle spese pubbliche inutili.

Il Def dovrebbe confermare le previsioni sull'indebitamento netto, indicato il 4 dicembre scorso in calo a circa l'1,6% del Pil nel 2012 e a un livello vicino allo zero nel 2013.

Il rapporto debito/Pil, dopo il 120,1% del 2011, raggiungerà quest'anno il massimo storico per poi cominciare a scendere già dal 2013, secondo l'analisi della Banca d'Italia.

Anche se il governo riuscisse ad ottenere il pareggio di bilancio nel 2013, per l'Italia sarà comunque necessario portare avanti la politica di rigore nei conti pubblici. Dal 2015 infatti il Fiscal compact, il nuovo Trattato europeo ratificato il 2 marzo, obbligherà Roma a ridurre di un ventesimo l'anno la quota di debito superiore al 60% del Pil.

Il Tesoro ritiene tuttavia che per rispettare il nuovo vincolo europeo non sia necessario intervenire con nuove imponenti manovre.

La tesi è che con un bilancio mantenuto in sostanziale pareggio, senza quindi emissioni per finanziare l'eccesso di spese rispetto alle entrate, l'Italia debba crescere in termini nominali di circa 2,5-3 punti percentuali per ridurre il debito in rapporto al Pil di un ventesimo l'anno, grosso modo l'1% in termini reali.

"In un'economia normalizzata, in cui l'Italia torna ai tassi [di crescita] migliori degli ultimi anni e con un deficit uguale a zero, il debito/Pil diminuisce di più di 3,5 punti all'anno", ha detto Grilli il 4 aprile scorso in un'audizione alla Camera.

(Giuseppe Fonte)

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