Italia, Pmi servizi marzo segna nuova contrazione, delude attese

mercoledì 4 aprile 2012 09:43
 

MILANO, 4 aprile (Reuters) - Decimo mese consecutivo di contrazione per il terziario italiano, la cui anemica performance si mantiene a marzo sui livelli del mese precedente deludendo le aspettative raccolte da Reuters che ne ipotizzavano un frazionale recupero.

A cura di Markit e Adaci, l'indagine congiunturale sui direttori acquisto del settore servizi, che copre categorie che vanno da alberghi a banche, mostra in marzo l'ennesima battuta d'arresto fermandosi a 44,3, a un soffio dal 44,1 del mese precedente e due decimi al di sotto del consensus pari a 44,5.

Il valore resta in ogni caso lontano il discrimine dei cinquanta punti, livello che separa espansione da contrazione.

"Con questi dati si chiude un altro trimestre difficile per il terziario italiano, coerenti con un'ulteriore contrazione del prodotto interno lordo" commenta l'economista Markit Phil Smith, autore dell'indagine congiunturale sull'Italia.

Tecnicamente già in recessione dopo il -0,2% del terzo trimestre 2011 e il -0,7% dei tre mesi al 31 dicembre scorso, la terza economia della zona euro si avvia a detta dei principali osservatori internazionali - ultima l'Ocse di fine marzo - ad almeno altri due trimestri, più probabilmente tre o quattro, di contrazione dell'economia.

Pubblicando le ultime statistiche sul quarto trimestre e sulla media 2011, Istat ha stimato per il 2012 un Pil "acquisito" pari a -0,5%. Dall'Ecofin informale del fine settimana scorso a Copenhagen, il governatore di Banca d'Italia ha previsto che la ripresa economica non partirà prima del 2013.

Tornando allo stato di salute dei servizi nel mese di marzo, un esame delle singole voci che compongono l'indice generale fotografa il decimo mese consecutivo di contrazione degli occupati e il tredicesimo mese di riduzione degli orini inevasi.

"Molto simili a quelli di febbraio, i dati di marzo mostrano un ulteriore e marcato calo nell'afflusso di nuovi ordini e una persistente pressione sui costi" osserva ancora Smith.

"Continuano dunque i tagli all'occupazione a segnale del clima di scarsa fiducia sulle prospettive per il settore".   Continua...