Italia, in 2012 Pil -1,3%, consumi -2,7% - Confcommercio

venerdì 23 marzo 2012 12:29
 

CERNOBBIO, 23 marzo (Reuters) - L'economia italiana registrerà una contrazione dell'1,3% nel 2012, con i consumi reali che scenderanno del 2,7%, il massimo dal 1993.

Sono queste le stime dell'Ufficio studi di Confcommercio, presentate questa mattina a un convegno a Villa d'Este a Cernobbio.

L'associazione prevede inoltre che le importazioni diminuiscano del 3,5% quest'anno, in controtendenza rispetto alle esportazioni, che invece dovrebbero registrare una crescita del 2,3%.

L'inflazione, secondo il centro studi, dovrebbe essere pari al 2,9% nel 2012, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe assestarsi in media all'8,7%.

Lo studio si concentra poi sulla pressione fiscale, che nel 2012 dovrebbe restare mediamente al 45,2%, e mette in evidenza che, se si eliminasse dal Pil la quota di sommerso, la "pressione fiscale effettiva sui contribuenti in regola" salirebbe al 55%, portando il paese al primo posto della classifica europea e quindi mondiale.

L'associazione dei commercianti ribadisce inoltre gli effetti negativi che potrebbero derivare dagli aumenti delle aliquote Iva previsti tra il 2011 e il 2014, stimando in 39 miliardi di euro la perdita cumulata di spesa reale (ai prezzi del 2011) nel corso del quadriennio.

L'aumento dell'Iva "è una mina che va disinnnescata", ha sottolineato in conferenza stampa il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, sottolineando che il problema dell'Italia è la "debolezza strutturale della domanda".

Sulla riforma del lavoro, Sangalli ha spiegato di condividere la proposta di riforma del governo e ha giudicato la riforma dell'articolo 18 "una soluzione equilibrata".

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