Banche, arranca raccolta, frena crescita impieghi in febbraio- Abi

venerdì 23 marzo 2012 14:36
 

di Stefano Bernabei

ROMA, 23 marzo (Reuters) - Per il quinto mese di fila, a febbraio, ha il segno meno il dato sulla raccolta da depositi delle banche italiane e cade del 14% quello dei depositi dall'estero, segno della perdurante difficoltà sull'interbancario, mentre continua a rallentare la dinamica degli impieghi pur restando positiva.

Secondo i dati contenuti nel nuovo rapporto Abi di marzo, che contiene i dati del settore su raccolta e impieghi a fine febbraio, continuano ad essere elevate le sofferenze lorde che superano a gennaio 107,4 miliardi, ma c'è un lieve calo in quelle nette, scese a 57,5 da 59,4 miliardi di dicembre.

"Sia la raccolta da depositi sia quella da obbligazioni non tendono a crescere. A fronte di questo la dinamica degli impieghi continua a restare positiva", ha commentato il direttore centrale dell'Abi Gianfranco Torriero presentando i dati.

Sinteticamente, Torriero ha mostrato che le banche stanno raccogliendo meno di quanto impiegano e per questo gap - tra il totale della raccolta, 1.709 miliardi, e il totale degli impieghi, 1.942 miliardi - "è necessario avere risorse o dall'interbancario - che però ancora stenta - o con le operazioni presso la Bce".

Nel mese di marzo, ha comunque osservato Torriero, si è riaperto il canale di finanziamento obbligazionario con le prime tre banche che "hanno raccolto a tassi attorno al 5%".

RACCOLTA IN FRENATA, SOPRATTUTTO DA ESTERO -13,8%

Il dato complessivo della raccolta di febbraio (depositi e obbligazioni) è a 1.709 miliardi, in flessione dello 0,04% su anno. Quella dei soli depositi da clientela pari a 1.109 miliardi arretra dello 0,33%, mostrando il quinto segno meno consecutivo nella variazione tendenziale dopo un episodico segno positivo lo scorso settembre. In particolare, si legge nel rapporto, a gennaio "per il settimo mese consecutivo è risultato negativo il trend dei depositi dall'estero", pari a circa 392 miliardi di euro, il 13,8% in meno di un anno prima. "Quello è tutto interbancario che manca, ci sono ancora difficoltà, devono tornare gli investitori americani", ha spiegato Torriero.   Continua...