12 gennaio 2012 / 11:34 / 6 anni fa

PUNTO 1-Italia, produzione novembre +0,3% su mese, -4,1% su anno

(Riscrive con commenti economisti, dettagli e contesto)

MILANO/ROMA, 12 gennaio (Reuters) - Sale a sorpresa la produzione industriale italiana in novembre, in ripresa dopo due mesi di contrazione. A guidare l‘aumento è il segmento dei beni di consumo, nonostante le incertezze, soprattutto politiche, che hanno caratterizzato il mese in questione, con il cambio di governo a Palazzo Chigi.

Secondo i dati diffusi stamane dall‘Istat, la produzione industriale italiana è salita, su base destagionalizzata, dello 0,3% congiunturale, dopo una contrazione dello 0,9% in ottobre e del 4,7% in settembre. Le stime degli economisti, elaborate da Reuters, indicavano un dato nuovamente in calo, dello 0,3%.

“La piccola correzione al rialzo del dato mensile non cambia la nostra percezione della dinamica economica di fondo, è una correzione lievissima dopo una serie di letture negative”, commenta l‘economista di Societe Generale Vladimir Pillonca.

“Attendevamo una ripresa dopo due discese forti, soprattutto quella di settembre”, conferma Chiara Corsa di Unicredit. “Le survey manifatturiere avevano dato segnali discordanti, lo stesso pmi aveva in qualche modo svoltato a novembre, pur rimanendo sotto quota 50”.

La produzione è risultata invece in calo del 4,1% tendenziale in novembre (dato corretto per i giorni lavorativi), in linea con il dato di ottobre, rivisto dall‘Istat dall‘iniziale -4,2%. Su questo fronte le attese degli economisti indicavano una contrazione del 4%.

Il contributo più corposo all‘incremento congiunturale di novembre è giunto dalla produzione dei beni di consumo, con un +1,5%; in espansione anche la componente energia (+0,8%), mentre hanno fatto segnare una contrazione dello 0,3% sia il comparto dei beni strumentali sia quello dei beni intermedi.

“Sorprende lievemente il rimbalzo della componente beni di consumo, che difficilmente potrà avere seguito una volta incorporato l‘impatto delle misure a correzione del deficit nelle decisioni di consumo”, spiega l‘economista di Ing Paolo Pizzoli.

E Chiara Corsa di Unicredit sottolinea che “il miglioramento è diffuso tra tutte le varie componenti: i beni di consumo hanno segnato un aumento, abbastanza inatteso viste anche le incertezze politiche di novembre, mentre i beni capitali hanno registrato una contrazione meno marcata”.

ITALIA MEGLIO DI EUROPA IN NOVEMBRE

Dopo un ottobre più debole rispetto all‘Europa, l‘Italia riesce dunque a fare meglio della media della zona euro in novembre.

Il dato sulla produzione industriale della zona euro, diffuso anch‘esso stamane, ha mostrato un calo congiunturale dello 0,1%, dopo il -0,3% di ottobre, e dello 0,3% tendenziale, dal +1% del mese precedente.

In particolare a essersela passata peggio è la Germania, che in novembre ha subito un calo dello 0,6% su mese, dopo il +0,8% di ottobre. D‘altra parte c’è invece la Francia che nello stesso mese ha potuto contare su un incremento della produzione addirittura dell‘1,1%, ben superiore alle attese, dopo il +0,1% di ottobre.

PER ITALIA RESTA PROSPETTIVA RECESSIONE

Il dato italiano odierno è andato anche oltre le previsioni, diffuse circa un mese fa, del Centro studi di Confindustria, che aveva indicato per novembre una contrazione della produzione industriale dello 0,2% su mese.

A tale previsione Confindustria aveva aggiunto, qualche giorno dopo, quella di un Pil italiano in flessione dello 0,7% nel quarto trimestre, dopo il -0,2% registrato nel terzo. Un quadro che nei fatti sembra condiviso anche dagli economisti.

Secondo Pillonca di Societe Generale il dato odierno è “coerente” con la previsione della banca francese di una contrazione del pil italiano dello 0,3-0,4% nel quarto trimestre, con un trend della produzione industriale che continuerà ad essere negativo nei prossimi mesi.

Pizzoli di Ing valuta che sull‘intero quarto trimestre il saldo della produzione italiana possa comunque rimanere negativo nell‘ordine del 2,7% dopo il -0,4% del periodo luglio-settembre. A questo punto, spiega l‘economista, “diventa molto elevata la possibilità di recessione tecnica”.

“Certo il passo della recessione si intensificherà nel quarto trimestre, ma si conferma la nostra visione di una caduta che non sarà enorme”, conclude Chiara Corsa di Unicredit, che alla luce del dato odierno conferma la stima di una contrazione dello 0,6% del pil italiano nell‘ultimo segmento del 2011.

(Ha collaborato Giuseppe Fonte)

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