December 15, 2011 / 9:49 AM / 6 years ago

PUNTO 3-Italia in recessione ma manovre inevitabili-Confindustria

6 IN. DI LETTURA

* Pil 2012 dovrebbe contrarsi dell'1,6%

* 800.000 occupati in meno a fine 2013

* Evitato percorso pre-fallimentare

* Passera: situazione peggiore del previsto ma ne usciremo (Aggiunge dichiarazioni Marcegaglia)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 15 dicembre (Reuters) - L'Italia è in recessione e registrerà nel 2012 un calo del Pil di 1,6% e un aumento della disoccupazione per l'effetto depressivo delle manovre sui conti pubblici, che tuttavia sono necessarie per evitare il fallimento del Paese.

E' il quadro macroeconomico delineato stamani dal Centro studi di Confindustria - mentre la nuova manovra sui conti pubblici da 33 miliardi del governo di Mario Monti è al vaglio della Camera - che pure lo definisce "ottimistico" perché tiene conto della fine della crisi dell'euro, del blocco del credit crunch e di tassi sui Btp sotto il 5% entro aprile, come ha spiegato il capo dell'ufficio studi, Luca Paolazzi.

Per l'anno in corso il Pil è visto a 0,5% da 0,7%, per il prossimo anno a -1,6% da 0,2% mentre nel 2013 si stima un ritorno al segno più a 0,6.

Nel dettaglio, la recessione inizia nel terzo trimestre di quest'anno quando la flessione congiunturale del Pil è stimata in uno 0,1%, per protrarsi nell'ultimo trimestre dell'anno (-0,7%) e nei primi due trimestri del 2012, con un calo rispettivamente di 1% e 0,3%. Solo nel periodo giugno-settembre del prossimo anno di tornerà a uno 0,1%.

Intervenendo al seminario per la presentazione delle stime, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha ammesso che "la situazione è peggiore di quanto ci aspettassimo. Siamo in recessione, ci siamo di nuovo dentro. Anche questo viene da fuori, dalla pessima, inadeguata gestione della crisi a livello europeo".

Il ministro ha però aggiunto che "possiamo uscirne, l'Italia ha potenzialmente le basi per poter parlare di crescita". Stesso auspicio da parte del presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, secondo la quale "il 2012 è compromesso da quello che è successo negli ultimi mesi del 2011, ma non siamo condannati a restare in recessione per i prossimi anni, ce la possiamo fare".

Il debito/Pil è visto quest'anno a 120,3%, invariato rispetto alle stime precedenti di settembre, per salire poi al 121,3% il prossimo anno (da 119,5%) e ridiscendere nel 2013 al 118%.

Il pareggio dei conti pubblici è "a portata di mano" con uno 0,1% nel 2013 dal 3,9% di quest'anno (da 3,7%) e l'1,5% (da 1,6%) del 2012.

Evitato Percorso Pre-Fallimentare

Per Confindustria, le tre manovre varate dai governi, Berlusconi prima e Monti poi, erano necessarie sebbene recessive.

"Chi argomenta che al netto di tali interventi la dinamica dell'economia italiana si sarebbe mantenuta positiva l'anno prossimo e nettamente sopra l'1% nel 2013 non considera che il debito sarebbe salito a ritmi insostenibili e si sarebbe avviata la spirale con la più elevata spesa per interessi. Un percorso pre-fallimentare", si legge nel rapporto.

L'avanzo primario passerà da -0,1% del Pil nel 2010 a 5,5% nel 2013 "una correzione senza pari", per il Csc e tale miglioramento, unito alle manovre, avrà un impatto anche sul calo del debito pubblico.

Nota dolente sul fronte della pressione fiscale che raggiungerà livelli record del 45,5% del Pil tra due anni. "La pressione effettiva, che esclude il sommerso dal denominatore, supera abbondamentemente il 54%. Ciò rende ancora più impellente utilizzare ogni strumento di contrasto all'evasione e restituire ai contribuenti, attraverso l'abbattimento delle aliquote, ogni euro recuperato".

Confindustria vede poi una flessione del tasso di occupazione dello 0,6% nel 2102 e dello 0,2% nel 2013 con una perdita di 957.000 unità di lavoro e 800.000 persone occupate in meno rispetto all'inizio del 2008.

Tale situazione porterà le aziende ad attenuare il reintegro dei lavoratori in cassa integrazione, con un conseguente aumento dei licenziamenti e del tasso di disoccupazione visto all'8% nel 2011, all'8,6% nel 2012 e al 9% di quello successivo.

Pesanti le parole di Passera, secondo il quale sul fronte lavoro "c'è una condizione ai limiti della sostenibilità".

MARCEGAGLIA: SENZA POLITICHE UE DI SVILUPPO A RISCHIO EURO

Il leader degli industriali non vede per ora il rischio che l'Italia debba varare una ulteriore manovra correttiva dei contri in primavera - "non la stimiamo", ha detto -, ma spiega che per scongiurare totalmente il rischio è necessario che spread e rendimenti sui titoli di stato calino.

Non è poi da escludere un collasso dell'euro se i Paesi europei non premeranno l'acceleratore sulla crescita e continueranno ad arroccarsi solo sulla difesa dell'equilibrio di bilancio, come professa la Germania.

"L'Italia ha fatto la sua parte con manovre pesanti, ora tocca all'Europa. Anche la Germania non può restare su posizioni di tale rigidità sull'austerità e i conti pubblici perché il rischio di un collasso dell'euro c'è, anche se non ha un'alta probabilità", ha detto la Marcegaglia.

"Se andiamo avanti in questo modo il rischio del collasso dell'euro c'è e sarebbe gravissimo", ha concluso.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below