12 dicembre 2011 / 18:03 / 6 anni fa

PUNTO 1-Italia, bolletta energetica 2011 a 61,9 mld, 2012 a 65,3 mld-Up

(Unisce più articoli e aggiunge altre dichiarazioni presidente De Vita da incontro stampa)

ROMA, 12 dicembre (Reuters) - L'Unione petrolifera prevede che nel 2012 la fattura energetica italiana raggiunga quota 65,3 miliardi con il prezzo del greggio a 110 dollari per barile e un cambio euro/dlr a 1,35.

Sempre il prossimo anno la bolletta petrolifera dovrebbe toccare quota 33,6-43,4 miliardi a seconda dell'andamento del greggio a 100 o 120 dollari al barile.

L'Up ha anche reso noto che quest'anno la fattura petrolifera sarà pari a 34,9 miliardi e la bolletta energetica a 61,9 miliardi.

I dati sono stati diffusi oggi nel corso di un incontro con il presidente dell'associazione, Pasquale De Vita, che ha dato un dettaglio del preconsuntivo per l'anno in corso e le prime indicazioni per il 2012.

I CONTI DEL 2011

I consumi di energia italiani sono stati stimati per l'anno oramai agli sgoccioli in "178,2 milioni di Tep (tonnellate equivalenti di petrolio), -1,7% rispetto al 2010, un valore analogo a quello della fine degli anni 90. Tra le fonti tradizionali, il petrolio ha segnato un calo dell'1,8% mentre il gas del 5%. Il petrolio continua ad essere la prima fonte di energia con un peso del 39,8% (era il 50% nel 2000)".

Il calo della domanda nel 2011 di prodotti petroliferi "è stata di oltre 1,3 milioni di tonnellate. In contrazione ancora una volta la somma dei carburanti (-1,4%) con la benzina scesa per la prima volta dal 1995 sotto i 10 milioni di tonnellate".

Malgrado la sostanziale debolezza della domanda i prezzi non sono scesi: "Nel 2011 il costo del greggio importato è stato intorno ai 110 dollari/barile, superiore del 39,2% rispetto al 2010, parzialmente compensato dall'apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro (+5,2%). In euro si sono superati i 579 euro/tonnellata (+32,2%) che rappresentano un record mai raggiunto in precedenza", spiega Up.

RAFFINAZIONE SEMPRE IN DIFFICOLTA'

Nel corso dell'incontro il presidente dell'associazione ha fatto anche il punto sulla difficile situazione della raffinazione, in Europa, ma soprattutto in Italia.

Nel 2011 la capacità di raffinazione italiana è scesa a 103 milioni di tonnellate con una riduzione del 3,7% per la chiusura della raffineria di Cremona.

L'Up stima comunque che attualmente "l'eccesso di capacità produttiva" supera i 17 milioni di tonnellate". Nel corso del 2011 il tasso di utilizzo degli impianti è stato dell'84%.

Secondo De Vita sono due anni che "la raffinazione ha margini negativi".

TAVOLO SU LIBERALIZZAZIONI

Il presidente degli industriali petroliferi ha affrontato anche la moratoria, di 12 mesi, introdotta nel decreto Salva Italia sulla liberalizzazione, per il 50%, degli approvvigionamenti di carburante per i distributori: "Per il momento è stata tolta, ma il problema rimane sul tavolo: gli attuali contratti con i distributori sono di comodato gratuito, allora non si può accettare che loro vadano a rifornirsi da altri inoltre esponendo i marchi a problemi di immagine e di responsabilità".

Bisogna avere certezze sul prodotto venduto, se uno vende "un prodotto non di qualità chi ne risponde?" si è chiesto De Vita. Bisogna anche riscrivere i contratti che legano produttori e rete "noi siamo favorevoli a liberalizzare, ma se lo si fa per tutto".

Di qui la necessità di un tavolo che detti le nuove regole per il settore.

(Alberto Sisto)

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