Occupazione, Istat: aumento soprattutto per sgravi, meno per Jobs Act

mercoledì 9 marzo 2016 12:03
 

ROMA, 9 marzo (Reuters) - L'aumento del numero dei lavoratori in Italia, soprattutto quelli dipendenti, nel 2015, è dovuto più agli sgravi contributivi che alle nuove regole introdotte col cosiddetto Jobs Act.

A dirlo è oggi l'Istat nella sua nota mensile sull'andamento dell'economia, citando le risposte date dalle stesse imprese che hanno assunto personale tra gennaio e novembre dello scorso anno.

Nel 2015 l'aumento delle "unità di lavoro", come le chiama l'istituto di statistica, è stato dello 0,8% su anno, che diventa 1,3% tenendo conto solo dei dipendenti. Una "crescita moderata", come la definisce l'Istat, che per la metà delle imprese manifatturiere che hanno assunto è dovuta soprattutto agli esoneri contributivi.

Nel terziario il peso degli sgravi è ancora più forte: è stata molto o abbastanza rilevante per il 61% delle aziende, soprattutto nel settore della comunicazione e del tursimo.

Anche il Jobs Act, che introduce il nuovo contratto a tutele crescenti, ha contribuito, ma in misura minore, alla crescita dell'occupazione.

"Tra le imprese della manifattura che hanno fatto ricorso a nuovo personale, esso è stato giudicato molto o abbastanza importante ai fini dell'assunzione dal 35% delle imprese, soprattutto nel settore dei mezzi di trasporto", dice Istat, aggiungendo che nei settori della comunicazione e del turismo la percentuale sale però al 49,5%.

Meno importante invece il ruolo dell'agevolazione Irap.

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