Italia per ora soddisfa norma su debito, non sopravvaluti effetto riforme - Ue

venerdì 27 febbraio 2015 15:21
 

MILANO, 27 febbraio (Reuters) - A giudizio della Commissione europea si può concludere che - tenendo conto delle cosiddette 'circostanze eccezionali', dei piani di bilancio a medio termine e dell'attuazione delle previste riforme strutturali - oltre a quello sul deficit l'Italia "attualmente" rispetti il criterio Ue sul debito.

E' quel "currently", terz'ultima parola dell'ultimo capoverso delle conclusioni, che va letto con particolare attenzione e sintetizza perfettamente la valutazione di Bruxelles sul programma di politica economica del governo.

Nelle pagine precedenti - di 18 il documento odierno contro le circa 100 del rapporto di ieri - si legge infatti che tra i rischi per lo scenario congiunto di crescita e conti pubblici c'è quello di una "sopravvalutazione" degli effetti benigni delle famose riforme strutturali.

Il rilievo va nella stessa direzione di quello di molti osservatori, non soltanto internazionali, che mettono inoltre in luce come gran parte delle misure debbano inoltre ancora passare alla concreta fase attuativa.

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan puntano su un contributo positivo dell'agenda complessiva delle riforme pari a 3,9% sul prodotto interno lordo entro il 2020. Nello specifico, un 1,1% verrebbe dalla riforma del mercato del prodotti, uno 0,9% da quella del mercato del lavoro e 1,4% dal ridisegno della pubblica amministrazione.

"Si tratta di stime finora mai sostenute da alcuna istituzione indipendente, che sembrano sopravvalutare l'impatto delle riforme" scrivono i tecnici della Commissione.

Tre i punti deboli individuati da Bruxelles a tal proposito. In primo luogo, si spiega, viene tenuto conto di provvedimenti il cui contenuto resta in attesa di definizione o non ancora concretamente adottati. L'esecutivo comunitario si pone poi alcuni quesiti metodologici sui modelli utilizzati dal governo e chiude sottolineando che di alcuni provvedimenti si prevede un effetto ulteriore accelerazione dell'impatto benefico di misure precedenti, di cui manca effettivamente evidenza.

In un'intervista pubblicata oggi da 'La Stampa' il commissario per gli Affari economici e monetari si sofferma propria volta sulle criticità della situazione italiana. Pierre Moscovici definisce il giudizio Ue "un semaforo giallo, perché con il verde si passa mentre con il giallo serve l'acceleratore, altrimenti scatta il rosso". La valutazione di Bruxelles, avverte, non è però "un regalo", poiché esistono scadenze precise da rispettare e le riforme messe in campo sono sì ambiziose ma vanno realizzate.

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