Russia, impatto sanzioni limitato su export Italia - De Felice

giovedì 26 febbraio 2015 16:53
 

MILANO, 26 febbraio (Reuters) - L'impatto delle sanzioni russe sull'export italiano è limitato mentre a pesare maggiormente sui flussi italiani verso la Russia è la svalutazione del rublo e il calo della domanda oltre alla discesa dei prezzi del petrolio.

Lo ha spiegato Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, nel corso di un seminario sulle relazioni economiche e cooperazione industriale tra l'Italia e la Russia.

Secondo i dati illustrati da De Felice l'export italiano di prodotti agroalimentari soggetti a sanzioni (carne e salumi, frutta, latte e derivati, pesci, vegetali, malto e prodotti vari) si è ridotto di 56,6 milioni di euro tra gennaio-novembre 2014 e l'analogo periodo del 2013.

Si tratta, spiega l'economista, di un calo significativo ma che spiega però solo il 5% circa della riduzione complessiva dell'export verso la Russia, che nell'anno scorso si è ridotto dell'11,6% a 8,83 miliardi.

Con l'eccezione delle farmaceutica, tutti i settori hanno sofferto del calo dei flussi italiani: tra i più colpiti moda, mezzi di trasporto, elettronica e settore del legno.

Lo spaccato a livello territoriale vede tuttavia oltre trenta province italiane che hanno visto crescere l'export verso la Russia, e tra queste in evidenza Genova, Ravenna, Trieste, Bergamo, Milano e Bari con particolare riguardo al comparto della meccanica.

Relativamente alle prospettive nel medio termine l'attesa risalita del prezzo del petrolio, a partire dalla seconda metà del 2015, potrà sostenere l'export italiano.

"Il potenziale è fortissimo", sottolinea De Felice, aggiungendo che i primi a beneficiare di una ripresa della domanda russa sono soprattutto i prodotti italiani di beni di consumo, come quelli della moda e della casa, ma anche nel settore dei beni di investimento, in particolare se la crisi attuale stimolerà una diversificazione dell'economia come auspicato dalle autorità russe.

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