15 gennaio 2014 / 11:12 / 4 anni fa

Crisi, a rischio 200mila lavoratori, 159 vertenze industria - Cisl

* Da Fiat ad Alcoa e Ilva, i tavoli aperti al Mise

* In 2013 circa 2 milioni domande di Aspi

ROMA, 15 gennaio (Reuters) - Sono oltre 200.000 i lavoratori italiani che rischiano di perdere il posto, secondo i calcoli elaborati dall'Osservatorio Cisl sulla base dei dati Inps, mentre restano aperte al ministero dello Sviluppo 159 vertenze su crisi industriali che coinvolgono 120.000 lavoratori.

"Considerando i soli lavoratori equivalenti coinvolti in cassa straordinaria e in deroga che possono più facilmente preludere ad una perdita del posto di lavoro, i lavoratori equivalenti a rischio di perdita del lavoro sono 208.283", spiega il documento.

Oltre a ricordare che nel 2013 le richieste di cassa integrazione hanno superato il miliardo di ore, il segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra reputa ancora più preoccupante che si sia "accentuato il passaggio da cassa integrazione a disoccupazione: nei primi 11 mesi del 2013 sono arrivati circa 1,95 milioni di domande di Aspi e mobilità con un aumento del 32,5% rispetto alle domande di disoccupazione presentate nello stesso periodo del 2012".

159 VERTENZE IN PIEDI NEL 2014, ELENCO DELLE PRINCIPALI

Fiat : ha utilizzato la cig in tutti gli stabilimenti ad eccezione di Maserati Modena; la cassa scade il 31 gennaio a Cassino, il 23 febbraio a Mirafiori presse e il 31 marzo a Pomigliano.

Ilva: è in attesa dell'applicazione dell'Aia e del piano industriale, mentre sono 1.700 i contratto di solidarietà.

Alcoa : la società dell'alluminio è condizionata dalla verifica del piano industriale per la vendita alla società Klesh. Il ministero dello Sviluppo ha fissato come data il 15 febbraio. La produzione è ferma da due anni circa e i 490 lavoratori sono in cassa integrazione dal 22 dicembre scorso e hanno ottenuto la proroga fino al 31 dicembre 2014.

Piaggio : non sono stati aperti tavoli al Mise, ma i sindacati sono preoccupati per la situazione dei lavoratori di Aprilia (firmato alla vigilia di Natale un accordo per 1.000 contratti di solidarietà). E' stata avviata la discussione sul piano industriale, alla luce della scadenza dei contratti di solidarietà negli stabilimenti di Scorzè(a febbraio) e Noale.

Electrolux: ha deciso 500 esuberi, che si aggiungono ai 1.000 precedenti gestiti con contratti di solidarietà. La società sta verificando negli stabilimenti italiani, dove lavorano circa 4.000 persone, la sostenibilità della produzione.

Lucchini: lo storico gruppo siderurgico, passato alla Severstal di Alexei Mordashov, ha 4.500 lavoratori in vari stabilimenti, di cui il principale è a Piombino, dove i dipendenti hanno contratti di solidarietà fino a febbraio 2014. A Trieste, dove è in corso una trattativa per l'affitto del ramo di attività, 485 persone rischiano la cassa integrazione da gennaio. Attesa per l'accordo di programma su Piombino e dell'apertura del bando di vendita. In ballo vi è l'ipotesi di costruire un cantiere di demolizioni (che potrebbe smaltire la Costa Concordia), ma i tempi sono stretti.

Ansaldo Breda : Ha forti perdite di bilancio e a rischio sono oltre 2.000 addetti dei quattro stabilimenti di Pistoia, Pomigliano, Reggio Calabria e Palermo (questi ultimi in cig).

Irisbus: ha chiuso l'attività nel 2011 e ha ottenuto una proroga fino al 30 giugno 2014 della cassa in deroga per 400 lavoratori; è in corso una trattativa al Mise.

Termini Imerese: ha chiuso l'attività nel 2011 e fino al 30 giugno 2014 i circa mille lavoratori avranno la cig in deroga; i sindacati sono in attesa di un incontro al Mise a gennaio per definire l'interesse di alcune società per la reindustrializzazione del sito; dovranno essere definiti i piani industriali che dovrebbero coprire l'occupazione per circa 500 lavoratori.

(Francesca Piscioneri)

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