29 novembre 2013 / 12:06 / 4 anni fa

PUNTO 1-Italia, prezzi giù a novembre, inflazione a minimo da ottobre 2009

(eiscrive con commenti, dettagli e contesto)

* Indice Cpi preliminare novembre -0,4% m/m, +0,6% a/a

* Prezzi trasporti -1% m/m, energia -0,9% m/m

* Inflazione acquisita 2013 scende a 1,1%

* Inflazione zona euro novembre sale a 0,9% a/a

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 29 novembre (Reuters) - Continua, a sorpresa, la discesa dei prezzi al consumo in Italia, allungando sul paese l'ombra della deflazione proprio nel momento in cui l'economia sta tentando una difficile uscita dalla recessione.

Secondo i dati preliminari di novembre, diffusi stamane dall'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo ha subito una contrazione dello 0,4% congiunturale, portando il tasso di inflazione su base annua allo 0,6%, il dato tendenziale più basso da ottobre 2009.

Il mese scorso l'indice Cpi italiano era sceso dello 0,2% su mese ed era salito dello 0,8% su anno.

Le attese degli economisti erano per una ripresa, seppur lieve, della dinamica dei prezzi in novembre: le stime elaborate in un sondaggio Reuters indicavano un aumento congiunturale dello 0,2% e una crescita tendenziale dello 0,8%.

"La sorpresa è arrivata soprattutto da elementi non core" spiega l'economista di Unicredit Loredana Federico. "Sugli alimentari ci aspettavamo un rimbalzo, che c'è stato ma inferiore alle nostre previsioni; mentre continuano a pesare l'energia e in particolare i trasporti, speravamo in una contrazione più contenuta ma non c'è stata".

Nella nota di accompagnamento ai dati l'Istat evidenzia, su base congiunturale, una diminuzione dei prezzi dell'1,1% nel comparto dei 'servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona' e dell'1% in quello dei 'servizi relativi ai trasporti', "sui quali incidono fattori stagionali", oltre al calo dei prezzi dei beni energetici (-0,9%).

Su base tendenziale, prosegue l'istituto di statistica "il rallentamento dell'inflazione, il terzo consecutivo, è imputabile a un'ulteriore attenuazione delle dinamiche inflazionistiche che coinvolge tutte le tipologie di beni e servizi con particolare intensità nei beni energetici e negli alimentari freschi".

In una nota, l'economista di Intesa Sanpaolo Paolo Mameli spiega che il dato odierno conferma una "tendenza decisamente al ribasso" per l'inflazione italiana, su cui non pesano solo le componenti 'non core'.

"A due mesi dall'entrata in vigore, sembra di poter dire che l'impatto dell'aumento dell'Iva sia stato sostanzialmente trascurabile. Il calo dell'inflazione è dovuto sia alla diminuzione dei prezzi dell'energia, sia alla dinamica core, frenata dalla persistente debolezza del ciclo economico" scrive Mameli, che cita, a conferma di questa tesi, il fatto che la tendenza al ribasso dei prezzi riguardi anche componenti "molto sensibili alla domanda", come i servizi ricettivi e di ristorazione e le spese per il tempo libero.

ECONOMISTI VEDONO INFLAZIONE SOPRA 1% IN 2013 E 2014

L'inflazione acquisita per il 2013 scende all'1,1% dall'1,2% di ottobre. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, resta stazionaria all'1,2%. Al netto dei soli beni energetici l'inflazione è ferma all'1,1%.

I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza diminuiscono dello 0,1% su base mensile mentre il tasso di crescita tendenziale resta stabile allo 0,8%.

Saranno dunque i dati dei prossimi mesi a far capire se il calo dei prezzi in Italia è un fenomeno sostanzialmente passeggero o se sarà destinato a protrarsi, delineando una situazione di deflazione per il paese.

"Riteniamo che il calo dell'infazione sia dovuto a fattori complessivamente temporanei destinati ad esaurirsi e che dal prossimo mese torneremo a vedere un'espansione dei prezzi mese su mese" conclude Federico di Unicredit, che stima un tasso di inflazione medio dell'1,3% sul 2013 e dell'1,2% sul 2014.

Analoghe le stime di Intesa Sanpaolo: 1,2% per il 2013, con un'inflazione che "in prospettiva (...) nel 2014 potrebbe collocarsi su valori molto simili a quelli di quest'anno".

Anche per quel che riguarda i dati armonizzati, l'indice Cpi italiano ha mostrato in novembre una contrazione dello 0,4% cp0ngiunturale e un incremento dello 0,6% tendenziale, dopo il +0,1% e il +0,8% rispettivi di ottobre.

Il mese di novembre ha visto invece un rafforzamento dell'inflazione della zona euro: secondo il dato preliminare diffuso stamane da Eurostat la crescita dei prezzi al consumo è stata dello 0,9% tendenziale, dopo lo 0,7% di ottobre, su stime per un +0,8%.

-- ha collaborato Giuseppe Fonte)

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