Stime economia più incerte per composizione del Pil - rapporto

lunedì 25 novembre 2013 17:32
 

MILANO, 25 novembre (Reuters) - Se le stime sulla crescita delle economie sono diventate negli ultimi anni più incerte, la causa va cercata nella composizione dei prodotti interni dei vari paesi, sempre meno dipendenti dalla manifattura, su cui le stime sono più sicure, e più legate ai servizi.

Lo ha spiegato l'economista Mario Deaglio, nella presentazione del diciottesimo rapporto sull'economia italiana curato per il centro studi Einaudi e Ubi banca.

"Le previsioni di 30-40 anni fa erano qualitativamente migliori, oggi c'è una maggiore 'ignoranza' dovuta al fatto che l'industria è passata per i paesi occidentali dal 40% del Pil a 25-20% e in alcuni casi anche a meno", ha detto Deaglio. Sul prodotto interno di Usa e zona euro sono diventati sempre più importanti i servizi, legati alla domanda finale che "può cambiare quasi da sera a mattina".

Questo spiega perchè per il 2013 il Fondo Monetario Internazionale prevedeva una crescita del pil mondiale del 4% a gennaio 2012, del 3,6% a ottobre 2012 fino a scendere a 2,9% a ottobre 2013. Le stesse previsioni per la zona euro sono passate da una crescita di 0,8% nel gennaio 2012 a un calo di 0,5% a luglio 2013 fino ad assestarsi a un -0,4% lo scorso mese.

Più stabili - e quindi più credibili - le stime sulla Cina, nazione in cui il peso dell'industria è tuttora preponderante.

Un problema in più per gli economisti alle prese con il monitoraggio continuo della peggiore crisi economica dal dopoguerra ai giorni nostri.

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