14 novembre 2013 / 11:49 / 4 anni fa

PUNTO 2-Italia, Pil ancora in calo in trim3, verso trim4 positivo

(Aggiunge commenti Saccomanni)

* Pil Italia trim3 -0,1% t/t, -1,9% a/a

* Variazione acquisita su 2013 -1,9%

* Pil trim4 visto in lieve rialzo, 2013 tra -1,7% a -1,8%

* Pil zona euro trim3 +0,1% t/t, -0,4% a/a

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 14 novembre (Reuters) - Ancora in contrazione, anche se di poco, l‘economia italiana nel terzo trimestre: ma la lenta ripresa prosegue e autorizza economisti, politica e lavoratori a sperare in un Pil finalmente in positivo nell‘ultima frazione del 2013, dopo una lunghissima recessione, durata nove trimestri.

Secondo i dati preliminari diffusi stamane dall‘Istat, il Pil corretto per gli effetti del calendario è sceso dello 0,1% congiunturale nel terzo trimestre del 2013, dopo il -0,3% del secondo. Il dato è in linea con le attese degli economisti, elaborate in un sondaggio Reuters.

“L‘Italia è in coda alla ripresa e si sapeva, abbiamo avuto un dato ancora leggermente negativo ma questo non stupisce” afferma l‘economista di Bank of America Raffaella Tenconi.

L‘economista di Citi Giada Giani ipotizza sul terzo trimestre una domanda interna piatta, “per la prima volta da fine 2010 non negativa”, ma un contributo ancora lievemente negativo dall‘export netto; potrebbe invece essersi registrata una leggera ripresa della voce investimenti “grazie ai primi effetti dei rimborsi delle PA”.

Il ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni, commentando da Bruxelles i numeri odierni, ha spiegato che le previsioni per il quarto trimestre sono positive e che il dato annuo sul Pil sarà in linea con quello che il governo ha inserito nella Legge di stabilità, quindi senza necessità di ulteriori interventi di correzione dei conti.

AUMENTA VALORE AGGIUNTO INDUSTRIA

Già a fine ottobre, in un‘audizione sulla legge di Stabilità alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il presidente dell‘Istat Antonio Golini aveva preannunciato per il terzo trimestre ancora un calo del Pil nazionale, seppur limitato, seguito da una debole variazione positiva nel quarto trimestre .

Nella nota di accompagnamento ai dati odierni l‘Istat spiega che “il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell‘agricoltura e dei servizi e di un aumento del valore aggiunto nell‘industria”.

I dati di lunedì scorso hanno evidenziato un‘espansione della produzione industriale italiana in settembre, +0,2% congiunturale, anche se il saldo rimane negativo nel complesso del terzo trimestre (-1%).

La variazione acquisita del Pil per il 2013 è ora pari all‘1,9% rende noto l‘istituto di statistica.

“Credo che le cose in sostanza non cambino e che ci sarà una crescita positiva nel quarto trimestre” afferma l‘economista di Barclays Fabio Fois, che per l‘intero 2013 prevede una contrazione del Pil italiano tra l‘1,7% e l‘1,8%, con un possibile rischio al ribasso.

ITALIA VEDE USCITA DA RECESSIONE DOPO DUE ANNI

Su base annua, nel terzo trimestre il Pil italiano è diminuito dell‘1,9%, rispetto al precedente -2,2% (il dato del secondo trimestre è stato rivisto dal 2,1% della lettura precedente). In questo caso le stime degli economisti erano per una contrazione dell‘1,8%.

Con i numeri odierni siamo alla nona contrazione trimestrale consecutiva del Pil su base congiunturale e all‘ottava consecutiva su base tendenziale.

“Anche sul quarto trimestre prevedo un miglioramento solo lieve, con un‘economia italiana che rimarrà fragile” prosegue Raffaella Tenconi, che stima una crescita dello 0,4% congiunturale nel quarto trimestre e -1,7% sul 2013, in linea con l‘obiettivo programmatico fornito dal Tesoro nella nota di aggiornamento al Def è -1,7%.

Per l‘Istat, sempre secondo quanto riferito dal presidente Golini, il 2013 si chiuderà con una flessione dell‘1,8%.

“Per gli ultimi tre mesi dell‘anno la nostra scommessa è di un timido +0,2%, che porterebbe la media d‘anno a -1,8% per arrivare poi a +0,1% nel 2014” afferma Giada Giani.

ITALIA IN CODA A RIPRESA

Il terzo trimestre ha visto l‘economia della zona euro crescere nel suo complesso, con un +0,1% congiunturale, dopo il +0,3% del trimestre precedente; su base tendenziale il calo è appena dello 0,4%.

Da una parte ci sono in particolare i dati deludenti sul Pil francese, calato inaspettatamente dello 0,1% congiunturale . Ma dall‘altra non c‘è solo la solita Germania a crescere (+0,3%) : anche paesi della cosiddetta periferia come Spagna e Portogallo (addirittura in crescita dal secondo trimestre) sono stati in grado di agganciare la ripresa prima dell‘Italia.

“Sarà nel 2014 che avremo un miglioramento anche della domanda interna italiana, ma anche qui con un‘economia che rimane piuttosto debole: sull‘intero 2014 la nostra stima è di un incremento del Pil dello 0,1%, ma con rischi al ribasso” conclude Tenconi.

Ha collaborato Antonella Cinelli

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