5 novembre 2013 / 09:34 / 4 anni fa

Italia, Commissione Ue vede ripresa 2014 più debole rispetto a governo

BRUXELLES/MILANO, 5 novembre (Reuters) - Anche per la Commissione europea, come per l'Istat, la ripresa dell'economia italiana l'anno prossimo sarà più debole di quanto prospettato dal governo.

E' quanto emerge dalle stime di autunno rese note stamane da Bruxelles che, confermando la previsioni primaverili, indica per il 2014 una crescita dello 0,7%, identica a quella prospettata da Istat, mentre il governo stima una crescita di 1,1 punti percentuali.

Per quanto riguarda quest'anno, la Commissione ha allineato la proprie previsioni a quelle dell'esecutivo e dell'istituto nazionale di Statistica, peggiorando la flessione del Pil a -1,8% da -1,3% delle proiezioni primaverili.

Come cause vengono citati "investimenti significativamente inferiori, un ambiente esterno meno dinamico, un maggiore apprezzamento del tasso di cambio", in un contesto di persisente stretta creditizia da parte delle banche e debolezza della domanda interna.

D'altra parte, scrive la Commissione, "gli indicatori disponibili suggeriscono che la recessione potrebbe essere vicina al punto di minimo". E il miglioramento della congiuntura dovrebbe manifestarsi nell'ultimo trimestre, quando è attesa "una moderata ripresa graduale della produzione".

A favore di un ritorno alla crescita nel prossimo anno, in cui dovrebbe manifestarsi una ripresa del credito molto graduale - dal momento che le banche dovranno confrontarsi con i test della Banca centrale europea e saranno dunque costrette a proseguire la pulizia dei propri bilanci - giocheranno la liquidazione dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese, un orientamento fiscale più neutro e un'accelerazione della domanda esterna, soprattutto extra Ue, spiega Bruxelles.

Le condizioni del mercato del lavoro resteranno difficili: per la Comissione, il tasso di disoccupazione è destinato nel 2014 a toccare un picco del 12,4%, in termini di media annua. "L'occupazione continuerà a ridursi sostanzialmente nel 2013, si stabilizzerà nel 2014 e tornerà a riprendersi solo nel 2015".

Sul fronte dei conti pubblici, Bruxelles, prevede che l'indebitamento per quest'anno resti al 3% (2,9% la stima precedente), dunque entro la soglia oltre la quale scatterebbe la procedura d'infrazione, incorporando in tale stime "la piena applicazione delle politiche di bilancio previste dalla legislazione".

L'anno prossimo il deficit è indicato al 2,7% (2,5% la precedente stima) e il declino proseguirà nel 2015, quando - ipotizzando politiche invariate - dovrebbe scendere al 2,5%.

Coninuerà invece a salire anche l'anno prossimo il rapporto debito/Pil: dal 127% del 2012, quest'anno per Bruxelles schizzerà al 133% (131,4% l'ultima stima) e il prossimo sarà al 134% (dal 132,2% dell'ultima previsione), "anche a causa della liquidazione degli arretrati commerciali" della Pa alle imprese. Il rapporto debito/Pil intraprenderà una china discendente solo nel 2015, quando si attesterà al 133,1%.

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