PUNTO 1 --Italia, tasso disoccupazione settembre a nuovi massimi a 12,5%, crescono inattivi

giovedì 31 ottobre 2013 13:43
 

(aggiunge PUNTO nel titolo)
    di Gabriella Bruschi
    MILANO/ROMA, 31 ottobre (Reuters) - E' soprattutto la
crescita dello scoraggiamento la nota che più salta agli occhi
nel dato comunicato stamattina dall'Istat sul mercato del lavoro
italiano. 
    Sono cresciuti i disoccupati ed è sceso il numero degli
occupati, ma soprattutto si è visto un balzo di coloro che, così
sfiduciati dall'attuale situazione economica, non cercano
neppure più lavoro in settembre, deludendo dunque coloro che
avevano letto nel calo degli inattivi in agosto come un accenno
di ripresa del mercato del lavoro.
    "I primi segnali di stabilizzazione dell'economia sono
ancora troppo deboli perché si possano vedere risultati positivi
sull'occupazione", dice Fedele De Novellis, economista di Ref.
"E d'altra parte non si intravvedono all'orizzonte segnali di
crescita economica che possano far vedere una ripresa
dell'occupazione". 
    Il tasso di disoccupazione italiano si attesta nel mese di
settembre al 12,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto
ad agosto e di 1,6 punti percentuali su base annua, ha reso noto
stamane l'Istat. Si tratta del livello più alto da gennaio 2004
guardando alle serie storiche mensili, dal primo trimestre 1977
con le serie trimestrali. 
    Nella zona euro il tasso è al 12,2%, lo stesso di agosto
(rivisto), come ha detto stamane Eurostat 
   Il numero di disoccupati italiani aumenta dello 0,9% (pari a
29.000 persone) in termini congiunturali e si attesta a
3.194.000 persone (+14,0% su base annua).
    In particolare si è nuovamente mosso al rialzo il numero dei
cosiddetti 'inattivi', cioè di coloro che un lavoro non lo
cercano nemmeno più ed escono così dalla forza lavoro.
    Gli inattivi sono cresciuti di 71.000 unità, pari allo 0,5%
rispetto al mese precedente. Il tasso si attesta al 36,4%, in
aumento di 0,2 punti in termini congiunturali e di 0,1 punti su
base annua.
    "In agosto gli inattivi erano scesi e ciò era stato visto
come un segnale incoraggiante, mentre il nuovo dato dipinge un
quadro intonato ancora negativamente", dice Paolo Pizzoli,
economista di Ing. "Considerato che il mercato del lavoro
risponde con ritardo al ciclo economico, mi aspetto ancora un
paio di trimestri di occupazione debole, e un accenno di ripresa
solo alla metà del prossimo anno".
    I dati economici futuri non aiutano. Il Pil del terzo
trimestre - ha detto l'Istat questa settimana - probabilmente
sarà ancora negativo, seppur leggermente. 
    E' vero che le indagini congiunturali hanno iniziato a dare
segni di miglioramento, con l'indice Pmi servizi italiano che
che ha mostrato la prima espansione in due anni in settembre e
quello del settore manifatturiero che sta registrando espansione
da tre mesi.
    "Ma all'interno di questi indici quello che riguarda
l'aspettativa di occupazione non è ancora salito, proprio perché
le imprese hanno bisogno di più tempo per passare dalla crisi
all'idea che possono nuovamente assumere nuovo personale", dice
Pizzoli. "Il governo Letta si sta adoperando con diversi
strumenti di aiuto alle imprese, ma perché ciò si traduca in
nuova occupazione ci vuole tempo".
    Il governo ha avviato da prima dell'estate misure che
consentono il pagamento alle imprese dei debiti delle Pubbliche
Amministrazioni. Secondo dati del Tesoro a fine ottobre 
risultano rimessi ai creditori 13,8 miliardi sul totale di 18
miliardi messi a disposizione. Nella Legge di
Stabilità si punta alla diminuzione del cuneo fiscale, mentre
sono state avviate misure per favorire l'occupazione giovanile
attraverso incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato. 
    Ma proprio riguardo i giovani i dati di stamane sono
sconfortanti. 
     
   GIOVANISSIMI SENZA LAVORO SALGONO AL 40,4% 
   Il dato mensile dell'Istat - a differenza di quello
trimestrale - considera nella sua ricerca sul lavoro, tra i
giovani, solo la fascia tra i 15 e i 24 anni, per lo più
sorretta ancora dai genitori. Nella survey trimestrale invece
vengono specificate fasce di giovani più adulti - dai 25 ai 35
anni - che, secondo gli economisti, sono più segnaletiche della
situazione occupazionale.
    Fatta questa premessa, il dato di settembre mostra un tasso
di disoccupazione delle persone tra 15 e 24 anni, ovvero
l'incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli
occupati o in cerca di lavoro, è pari al 40,4%, in aumento di
0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,4 punti
nel confronto tendenziale. 
   Anche in questo caso il tasso di disoccupazione ha raggiunto 
il livello più alto da gennaio 2004 guardando alle serie
storiche mensili, dal primo trimestre 1977 con le serie
trimestrali. 
   Istat sottolinea che "la crescita nell'ultimo mese del tasso
[di disoccupazione giovanile] a fronte del calo dell'incidenza
dei giovani disoccupati sulla popolazione deriva dalla
diminuzione del numero di occupati, che incide nel denominatore
del tasso di disoccupazione". 
    Anche in questo settore aumenano gli inattivi - di 64.000
unità -. "In qeusto caso occorrerebbe verificare se una parte di
questi giovani risultino inattivi per il fatto che si sono
trasferiti a lavorare all'estero" osserva De Novellis. 
    Secondo Ref il tasso di disoccupazione per il 2014 resterà
al 12,5% per scendere solo leggermente al 12,3% nel 2015. 
    "La situazione del mercato del lavoro italiano
resta problematica", dice Ref nel suo ultimo rapporto
Congiuntura che si riferisce ai dati trimestrali di Istat. Nel
secondo trimestre il numero di occupati è diminuito di ben
585.000 unità (-2,5%su base annua): gli occupati under 35 sono
scesi di 532.000 nel confronto tendenziale, tra i 35 e i 44 anni
la contrazione è stata di 217.000 occupati, mentre è cresciuto
il numero di occupati sopra i 45 anni (+164 mila persone).
    
    - ha collaborato Antonella Cinelli
    
    
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