October 30, 2013 / 4:04 PM / 4 years ago

Italia, Prometeia e Intesa vedono ripresa produzione industria da 2014

5 IN. DI LETTURA

* Fatturato industria visto a -3,5% in 2013, +1,7% in 2014, +2,5% in 2015

* Roi medio industria sceso a 3,8% in 2012, visto in risalita a 5,5%

MILANO, 30 ottobre (Reuters) - La produzione manifatturiera italiana dovrebbe finalmente tornare a crescere nel corso del 2014 dopo un prolungato periodo di recessione.

È quanto prevede il Rapporto analisi dei settori industriali al 2015, presentato oggi da Prometeia e Intesa Sanpaolo , in cui si stima un incremento del fatturato manifatturiero italiano dell'1,7% in termini reali nel 2014, seguito da un consolidamento nel 2015, al 2,5%, dopo un 2013 ancora in contrazione, con un -3,5%.

Il rapporto parla di un quadro in miglioramento già nell'ultima parte di quest'anno e di una possibile ripartenza dal 2014, grazie al sostengo proveniente dalla domanda mondiale e da condizioni interne di finanza pubblica e credito "meno tese".

"Nell'anno in corso sarà ancora la domanda interna a creare la maggiore penalizzazione", si legge nella nota di presentazione del rapporto, che prevede tuttavia un attivo commericale record a fine 2013 per il saldo manifatturiero italiano, sopra i 95 miliardi di euro.

"In prospettiva il mantenimento di una buona crescita negli Usa e il lento recupero dell'area euro potranno fornire al commercio mondiale la spinta per una solida ripresa", spiega il rapporto, che tuttavia mette in guardia da alcuni fattori di rischio, primo tra tutti quello legato al precorso di rientro della politica monetaria espansiva della Federal Reserve americana.

In tale contesto, prevedono Prometeia e Intesa, le imprese manifatturiere italiane dovrebbero essere in grado di mantenere "buoni ritmi di sviluppo delle vendite all'estero" (con una crescita di circa il 4% nella media 2014-2015 a prezzi costanti), dando slancio agli investimenti e innescando una "timida" ripresa dei consumi.

Rischio Frammentazione Finanziaria Su Credito

Alessandra Lanza, responsabile strategie industriali e territoriali di Prometeia, sottolinea comunque i potenziali effetti negativi della frammentazione finanziaria all'interno dell'area euro.

"Il rischio è che la frammentazione finanziaria anziché diminuire torni a crescere", spiega Lanza. "Il processo di convergenza è ripreso timidamente l'anno scorso ma restiamo lontani dai livelli pre crisi, e questo potrebbe inceppare il meccanismo di trasmissione del credito alle imprese, soprattutto quelle medio piccole,".

Il Pil italiano è stimato da Prometeia e Intesa in crescita dello 0,8% nel 2014 e dell'1,4% nel 2015, "più vicino al potenziale".

Ripresa Produzione Per Aziende Presenti Su Mercati Esteri

A livello settoriale, nel 2013, la caduta della domanda interna continuerà a penalizzare l'edilizia e i produttori di beni durevoli e, a monte della filiera, il fatturato delle aziende del comparto metallurgico, spiega il rapporto. In positivo rimangono solo la farmaceutica e i produttori di largo consumo.

I settori che nel prossimo biennio potranno invece sperimentare la performance migliore vengono individuati tra quelli più presenti sui mercati internazionali, come meccanica, elettronica e componentistica auto, ma anche quelli legati alle filiere dei metalli e della chimica.

Il capo servizio studi di Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice parla di una fase di "quasi stabilizzazione del ciclo economico".

"Siamo alla vigilia di una ripresa che ci permetterà di venire fuori da una lunga fase di recessione", afferma De Gregorio, che tuttavia sottolinea: "Ad oggi, dati che certificano la ripresa non ce ne sono: c'è una ripresa della fiducia, da sei mesi, e una ripresa degli ordinativi, ma per ora una ripresa della produzione industriale non c'è ancora".

Risalita Lenta Per redditività

Il rapporto è invece più cauto per quel che riguarda le condizioni reddituali dell'industria italiana: dall'analisi emerge come il 2012 abbia visto una nuova contrazione dei risultati reddituali medi, con un Roi (return on investment) sceso al 3,8%, il livello più basso dal 2009. L'andamento, si specifica, è stato particolarmente penalizzante per le piccole e medie imprese.

"Il recupero sarà lento e condizionato dalla necessità di stimolare una domanda interna ancora incerta e di mantenere elevata la competitività a livello internazionale", si legge.

Il Roi medio del manifatturiero italiano viene visto in risalita in area 5,5% nel 2015, "in seguito anche alla prosecuzione dei processi di espulsione dal mercato delle aziende con maggiori difficoltà".

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