Usa, occupati settembre crescono meno di attese

martedì 22 ottobre 2013 15:17
 

WASHINGTON, 22 ottobre (Reuters) - L'economia Usa ha creato 148.000 nuovi posti di lavoro non agricoli in settembre, un dato inferiore alle attese, che suggerisce una perdita di vigore della ripresa e rafforza la decisione Fed di rinviare l'inizio della fase di alleggerimento dello stimolo monetario.

È quanto emerge dal dati occupazionali di settembre, appena pubblicati dal dipartimento del Lavoro, previsti all'inizio di ottobre ma slittati di oltre due settimane a causa del blocco subito dall'attività federale per l'impasse politica sul debito.

Le attese degli economisti, elaborate in un sondaggio Reuters, erano per un numero superiore di posti di lavoro creati, pari a 180.000.

"Credo che questo dato rinforzi la posizione della Yellen in quanto 'colomba' all'interno del comitato di politica monetaria Fed" spiega lo strategist di Bnp Paribas Aaron Kohli.

"Ci saranno molte distorsioni stagionali con i dati economici che usciranno a novembre e dicembre, in parte per lo stesso 'shut down' e in parte perché molti imprenditori hanno preferito non assumere posizione mentre le istituzioni federali erano chiuse... in questa cornice le prospettive di 'tapering' vanno a gennaio o febbraio" aggiunge.

Non mancano comunque alcune indicazioni positive: il dato di agosto è stato rivisto al rialzo a 193.000 unità rispetto alla precedente lettura di 169.000.

Inoltre, il tasso di disoccupazione di settembre si attesta al 7,2%, il livello più basso dal novembre 2008, contro attese per una conferma del 7,3% di agosto.

Il settore privato ha visto l'incremento di 126.000 posti di lavoro in settembre (su attese per 180.000), 2.000 in più per il comparto manifatturiero; il settore pubblico ha invece creato 22.000 nuovi posti.

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