11 settembre 2013 / 09:16 / tra 4 anni

PUNTO 3-Italia verso fine recessione, "cruciale" stabilità-Confindustria

* Conti: da inizio crisi persi 1,7 mln posti, disoccupazione sopra 12%

* Precarietà situazione politica blocca investimenti esteri, calo spread

* Debiti Pa: se restituzione sarà realizzata pienamente Pil 2014 oltre 1%

* Squinzi chiede subito 4-5 mld in legge Stabilità per taglio cuneo fiscale (Aggiunge Squinzi in coda da intervento)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 11 settembre (Reuters) - L‘Italia si avvia a uscire dalla recessione a fine 2013 dopo otto trimestri di segno meno dell‘economia, ma la ripresa sarà lenta, e “cruciale” per consolidarla è la stabilità politica.

Lo dice Confindustria nel pubblicare le nuove stime macroeconomiche da cui emerge un miglioramento del Pil per quest‘anno a -1,6% rispetto alla previsione di -1,9% di fine giugno, e un +0,7% nel 2014 rispetto al precedente +0,5%.

Il terzo trimestre dovrebbe avere un andamento “nullo”, rispetto al -0,1% stimato a giugno, mentre il primo segno positivo arriverà negli ultimi tre mesi quando è atteso un +0,3% (da +0,2%).

“L‘export e la ricostituzione delle scorte guidano l‘uscita dell‘Italia dalla recessione... L‘uscita sarà però lenta”, si legge nel rapporto del Centro studi di Confindustria secondo cui l‘Italia è a “un punto di svolta” ma permangono ostacoli.

“Cruciale è la stabilità politica per rinsaldare la fiducia di imprese e consumatori”, spiegano gli industriali secondo cui “la precarietà politica interna espone l‘Italia a una maggiore diffidenza degli investitori esteri (contribuendo a tener ampio lo spread)”.

Oggi si registra una giornata di tregua dalle fibrillazioni politiche che mettono a rischio la tenuta del governo di Enrico Letta a causa della possibilità che Silvio Berlusconi sia fatto decadere dalla carica di senatore dopo la condanna per frode fiscale. La Giunta per le elezioni chiamata a decidere si riunirà domani mentre si tenta una mediazione tra Pd e Pdl.

Il chief economist del Csc, Luca Paolazzi, precisa che le stime di crescita sono state elaborate prima che ieri Istat rivedesse a -0,3% (da -0,2%) il dato sul Pil del secondo trimestre. “Dunque per tutto l‘anno il -1,6% potrebbe anche essere -1,7%, resta il fatto che il 2013 è un anno pesante”.

ANNO IN CORSO RESTA PESANTE, DISOCCUPAZIONE AI MASSIMI

Il Tesoro ha ancora una stima del Pil a -1,3% quest‘anno ma è imminente un peggioramento che secondo il capo economista Lorenzo Codogno potrebbe essere -1,9%.

Invariata la stima del deficit/Pil a 3% nel 2013 e al 2,6% l‘anno prossimo da parte del Csc, con un disavanzo strutturale rivisto a 0,5% del Pil nel 2013, dall‘1,6% dello scorso anno, e in salita allo 0,6% nel 2014: “Ciò significa che l‘Italia sarà molto vicina al pareggio di bilancio”.

Il saldo primario sarà “il più elevato tra i 27 Paesi dell‘Unione europea” a 2,3% e 3% quest‘anno e il prossimo mentre il debito in rapporto al prodotto interno lordo nel 2013 è confermato al 131,7%, la stima del 2014 passa a 132,3 dal precedente 132,4%.

Preoccupante la situazione del mercato del lavoro con l‘occupazione che riprenderà a crescere solo dal primo trimestre del 2014.

Il vice presidente di Confindustria con delega al Csc, Fulvio Conti, ha sottolineato che “dall‘inizo della crisi abbiamo perso 1,7 milioni di posti di lavoro (primo trimestre 2013), il che porterà il tasso di disoccupazione a 12,3% a fine 2013, 13,7% se si include anche la cig”.

Confindustria valuta positivamente l‘accelerazione dei pagamenti degli arretrati della pubblica amministrazione che “se realizzata pienamente come annunciato, può spostare l‘aumento del Pil oltre l‘asticella dell‘1% nel 2014”.

Lo Stato italiano liquiderà alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione 27,2 miliardi nel 2013 e quasi 20 miliardi nel 2014.

La pressione fiscale è ‘record’ quest‘anno al 44,5%, ma sale al 53,5% se si esclude il sommerso.

Infine il consueto monito di Confindustria a ridurre il carico fiscale su lavoro e imprese attraverso un taglio del cuneo fiscale e contributivo, da attuare nella prossima legge di Stabilità di ottobre.

Il presidente Giorgio Squinzi chiede “4-5 miliardi subito [per tagliare il cuneo fiscale]. Il governo finora ha fatto passi giusti ma timidi. Vanno accelerati e ampliati”.

Al ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni, presente in sala, Squinzi ha detto: “Proponiamo cose urgenti da fare. Non siamo per il tutto e subito. Non crediamo nei miracoli ma vogliamo credere nella possibilità di reperire le risorse necessarie”.

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