September 10, 2013 / 10:41 AM / 4 years ago

PUNTO 1-Italia, Pil trim2 -0,3% su trim1, -2,1% su anno - Istat

5 IN. DI LETTURA

* Export netto torna a essere positivo in trim2

* Contributo investimenti non più negativo, male consumi famiglie

* Per 2013 variazione acquisita -1,8%, attesa stima governo vicina (aggiunge dettagli, dichiarazioni, background)

di Luca Trogni

MILANO/ROMA, 10 settembre (Reuters) - L'export netto torna a essere positivo e gli investimenti, pur non crescendo, smettono di dare un contributo negativo al prodotto interno lordo.

La lettura delle componenti del Pil del secondo trimestre rafforza la convinzione che l'Italia, pur senza un particolare brio, si stia avviando verso l'uscita dalla più lunga recessione del Dopoguerra. E sul calo congiunturale dello 0,3%, rivisto da -0,2%, pesa, dal punta di vista tecnico, il contributo negativo delle scorte, voce residuale che dà poche indicazioni sul reale stato di salute dell'economia.

"Al di là dei numeri, il breakdown è positivo, perché si sta riducendo la contrazione di consumi privati e investimenti, mentre l'export è andato bene, a differenza dei primi tre mesi dell'anno", sintetizza Fabio Fois, economista di Barclays.

Le indicazioni fornite oggi da Istat danno un quadro coerente con una seconda parte dell'anno in linea con quanto ribadito da Fabrizio Saccomanni nel week-end di Cernobbio: stabilizzazione nel terzo trimestre, crescita nel successivo così come nel 2014.

Giovedì 12 il dato della produzione industriale di luglio offrirà le prime indicazioni sulla seconda parte dell'anno. L'attesa si indirizza verso un terzo, contenuto, rialzo consecutivo.

L'anno in corso non potrà comunque chiudersi che con un Pil fortemente negativo: dopo sei mesi, quelli che più incidono dal punto di vista statistico sul valore annuo, la variazione acquisita è del -1,8% e tutto fa pensare che il dato definitivo per il 2013 si attesterà attorno a questa percentuale.

Già a metà luglio il direttore del dipartimento di analisi economica del Tesoro, Lorenzo Codogno, aveva definito ragionevole un calo annuo attorno all'1,9%. Il ministero entro il mese fornirà le nuove stime che con tutta probabilità, oltre a rivedere al ribasso il -1,3% del Def di aprile, ridurranno la crescita prevista per il 2014 (+1,3%).

Domanda Interna Attenua Calo, Snodo Investimenti

Lo spaccato odierno del Pil evidenzia una domanda interna in minore sofferenza, grazie soprattutto a un relativo miglioramento degli investimenti, fattore strutturale che dovrebbe accompagnarsi all'export nel tirare fuori l'Italia dalle secche della crisi economica.

"Bisogna sottolineare che non si può pensare che l'Italia potrà uscire dalla crisi contando sulla sola forza dell'export: è la domanda interna che deve irrobustirsi", commenta Fedele de Novellis, economista di Ref Ricerche.

Dal lato dei consumi difficile trovare indicazioni positive, Quelli pubblici sono stabili, frutto dell'inerzia della spesa della PA da un lato e dello sforzo del governo di limitarne l'importo dall'altro. Mentre i consumi delle famiglie, alle prese con un mercato del lavoro in forte crisi e con redditi reali in calo, sono diminuiti dello 0,4%, lievemente peggio di quanto visto nei primi tre mesi dell'anno. E, visto il ritardo temporale con cui l'occupazione si adegua alla ripresa economica, non sembrano esserci spazi di recupero nel breve periodo.

Il punto di svolta dovrà passare, necessariamente, dagli investimenti. Nello scorso fine-settimana Enrico Letta ha rivendicato la bontà dell'intervento governativo, nonostante un quadro di risorse pubbliche molto limitate, in tema di misure per favorire gli investimenti nelle costruzioni e di maggior utilizzo dei fondi infrastrutturali europei.

E per il futuro, crisi politica permettendo, ha annunciato il piano 'Destinazione Italia' che, snellendo burocrazia e tempi della giustizia per gli operatori stranieri, dovrebbe favorire il ritorno degli investimenti dall'estero.

La sfida è quella di vedere il prossimo anno un'economia italiana riallineata, dopo molti anni, a quello della zona euro, un obiettivo che ridarebbe respiro anche alla finanza pubblica.

- hanno collaborato Gabriella Bruschi, Giuseppe Fonte, Elvira Pollina

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