June 27, 2013 / 9:09 AM / 4 years ago

PUNTO 3-Confindustria, ripresa "molto lenta" da trim4, Pil 2013 -1,9%, 2014 a 0,5%

5 IN. DI LETTURA

* Export "volano crescita", sfruttare potenzialità Expo

* Squinzi: governo nella giusta direzione ma moltiplicare sforzi

* Ulteriore calo occupazione, pressione fiscale record

* Fulvio Conti: sul fronte credito siamo ancora in sofferenza (Aggiunge dichiarazioni Squinzi e dettagli)

di Antonella Cinelli

ROMA, 27 giugno (Reuters) - Confindustria sposta in avanti, al quarto trimestre del 2013, una ripresa dell'economia italiana che si preannuncia comunque "molto lenta", e rivede in peggio il Pil 2013 a -1,9% da -1,1% e quello 2014 allo 0,5% dallo 0,6%.

"La ripresa è attesa nel quarto trimestre di quest'anno, quando inizierà un debole recupero che si consoliderà nel 2014 grazie soprattutto all'impulso dell'export", si legge nella relazione del Centro studi Confindustria (Csc), secondo il quale al momento si vedono solo "qua e là segni sparsi di fine caduta".

Secondo le stime fornite oggi dal Csc, il debito/Pil per il 2013 è al 131,7% da 126,4%, per il 2014 è al 132,4% dal 125,4%, mentre il deficit/Pil per il 2013 è al 3% dalla precedente stima dell'1,9%, per il 2014 è al 2,6% dall'1,8%.

Le ultime stime del Tesoro danno il Pil a -1,3% nel 2013 e +1,3% nel 2014, deficit/Pil rispettivamente a 2,9% e 1,8%, debito/Pil al 130,4% per quest'anno e al 129% il prossimo.

"Si intravede una ripresa, ma sarà lenta, perché l'Italia dovrà fare i conti con il credito scarso, l'alta disoccupazione, tanta capacità produttiva inutilizzata, una bassa redditività aziendale, poche risorse nei bilanci delle famiglie", ha spiegato il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi. "Il governo ha iniziato a fare delle cose nella direzione giusta, ma gli sforzi vanno moltiplicati".

Resta Questione Credit Crunch

"L'obiettivo del deficit al 3,0% del Pil è alla portata del Governo", si legge nella relazione, che sottolinea però l'esigenza di "un attento monitoraggio in considerazione dell'impatto negativo sui conti pubblici che deriva da un andamento dell'economia peggiore di quello indicato nei documenti ufficiali governativi".

E L'Ad di Enel e vicepresidente di Confindustria Fulvio Conti, intervenendo alla presentazione della relazione, sottolinea come "sul fronte del credito siamo ancora in sofferenza: nel mese di maggio, più di un'impresa su dieci che ha fatto richiesta di credito bancario non lo ha ottenuto".

Gli elementi che fanno ben sperare, sottolinea il Csc, sono il minor costo dell'energia, la conferma dei progressi nel contesto globale, l'alleggerirsi delle misure di austerity, una più marcata azione del governo per la crescita e una maggiore fiducia.

Toccato Il Fondo

"Questa volta c'è maggiore incertezza: gli indicatori non svoltano in modo altrettanto deciso all'insù" come in passato, spiega Luca Paolazzi, direttore del Csc, illustrando le stime.

"Ma sicuramente una serie di segnali dicono che abbiamo toccato il fondo, segnali che riguardano le immatricolazioni di auto, alcuni indicatori di giudizi delle famiglie o delle imprese", aggiunge Paolazzi.

All'orizzonte Csc segnala un ulteriore calo dell'occupazione, con il 2014 che dovrebbe chiudersi con 1 milione 824 mila occupati in meno rispetto alla fine del 2007.

Sul fronte della pressione fiscale, raggiunge il valore record del 44,6% del Pil nel 2013, dal 44% nel 2012, "e rimane insostenibilmente elevata nel 2014, specie quella effettiva (53,4% sottratto il sommerso dal denominatore)".

Confindustria stima poi che rallenterà la caduta degli investimenti, e che la spesa delle famiglie dopo la diminuzione del 4,3% nel 2012 dovrebbe scendere del 3% quest'anno e dello 0,3% il prossimo.

Per quanto riguarda la spesa pubblica, secondo Csc quest'anno salirà al 52% del Pil per tornare nel 2014 al 51,2% registrato lo scorso anno.

Export "Volano Crescita"

Buone notizie per l'export, che Csc vede in aumento dell'1,3% quest'anno e del 2,6% nel 2014, quando le esportazioni "si collocheranno sopra i livelli pre-crisi".

Conti sottolinea come "crescita interna ed internazionalizzazione sono due elementi inscindibili", e che "un aumento di un punto percentuale del tasso di crescita dell'export di merci è associato a un aumento di 0,24 punti percentuali del tasso di crescita del Pil italiano".

Ma perché l'internazionalizzazione sia "volano della crescita" servono meno vincoli burocratici, più coordinamento tra istituzioni, un sistema-Paese che protegga le imprese all'estero, dice Conti, sottolineando l'urgenza di rafforzare i finanziamenti da parte di enti pubblici anche attraverso la creazione di un'unica "banca per l'export".

Proprio guardando all'export come occasione di ripresa per il Paese, segnala Confindustria, "è fondamentale sfruttare appieno le grandi potenzialità di Expo 2015 come vetrina per il manifatturiero per il rilancio dell'intera economia italiana".

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