Investimenti globali in calo, ma paradisi fiscali prosperano-Onu

mercoledì 26 giugno 2013 19:45
 

GINEVRA, 26 giugno (Reuters) - Gli sforzi per impedire alle grandi aziende di travasare denaro attraverso i paradisi fiscali sembrano fallire, mentre i centri finanziari offshore hanno aumentato ancora il proprio peso sui cosiddetti foreign direct investment (Fdi) nel 2012, stando a un rapporto Onu.

"Combattere solo i centri finanziari offshore chiaramente non basta, e non sta risolvendo il problema principale", dice il World Investment Report, pubblicato oggi dall'Unctad, cioè la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo.

Mentre in molte economie gli investimenti calano nettamente, un Paese celebra invece il proprio boom: si tratta delle Isole Vergini Britanniche che, con una popolazione di 30.000 abitanti, sono attualmente il quinto maggiore destinatario di investimenti al mondo, dice il rapporto.

L'arcipelago dei Caraibi ha registrato nel 2012 circa 65 miliardi di dollari di investimenti, poco meno del Brasile e 10 volte quanto aveva ricevuto soltanto nel 2006.

I flussi di Fdi verso i paradisi fiscali hanno registrato un'impennata negli ultimi cinque anni, da una media di 15 miliardi di dollari nel 2000-2006 a 75 miliardi nel periodo 2007-2012, dice il rapporto.

"Le economie dei paradisi fiscali ora rappresentano una parte non trascurabile e in aumento dei flussi di Fdi, circa il 6%", dice il think thank dell'Onu.

Allo stesso tempo, invece, le fonti tradizionali di Fdi - acquisizioni oltre confine e espansioni oltre oceano delle corporation - sono crollate.

Tra le zone che vanno peggio i Paesi dell'area euro come il Belgio, che nel 2011 ha attratto 103 miliardi di dollari ma nel 2011 invece ha perso denaro, perché gli investitori hanno liquidato tutto. Anche i Paesi Bassi hanno registrato un fenomeno del genere, mentre la Germania è passata dai 409 miliardi del 2011 ai meno di 7 miliardi del 2012.

Gli investimenti diretti stranieri globalmente sono calati del 18% a 1350 miliardi nel 2012 e probabilmente resterà a un livello simile anche quest'anno. Per il 2014 le stime dell'Unctad indicano 1600 miliardi, 1.800 per il 2015.   Continua...