31 maggio 2013 / 15:14 / 4 anni fa

PUNTO 1-Crisi Italia, Visco chiede a politica cambio di passo storico

(Riscrive, aggiunge dettagli)

* Governo deve concentrarsi su uscita da recessione, senza leva deficit

* Calo imposte, quando possibile, su lavoro e produzione

* Polici stentano a mediare tra interesse generale e interessi particolari

di Luca Trogni

ROMA, 31 maggio (Reuters) - L'economia italiana attraversa la più lunga fase recessiva dalla seconda guerra mondiale e, notizia di oggi, ha una disoccupazione come non si vedeva da 36 anni.

Di fronte alla drammaticità del quadro Ignazio Visco prova a scuotere la politica nazionale chiedendole di essere traino di un cambio di passo "di portata storica" che si impone per ovviare a ritardi accumulati negli ultimi 25 anni.

La via è stretta. L'uscita dalla lista dei paesi europei carenti dal punto di vista dei conti pubblici è per l'Italia un punto di partenza per nuovi miglioramenti, non il punto di arrivo della fase dei sacrifici, ammonisce il governatore di Bankitalia.

La spinta riformatrice dell'esecutivo si era già attenuata nella seconda fase del governo Monti e per il momento è ferma. In tema di riforme serve, invece, fissare da subito obiettivi in un orizzonte di medio termine.

Se dal punto di vista del lavoro il premier Enrico Letta risponde con l'annuncio di un piano nazionale contro la disoccupazione giovanile prima del consiglio Ue di giugno , da quello delle voci del bilancio pubblico il governo sembra avere all'ordine del giorno argomenti in netto contrasto con Bankitalia.

Il dibattito politico si concentra sull'Imu da ridurre o abolire e sull'Iva di cui cancellare il programmato rialzo, mentre Visco chiede, in linea con le raccomandazioni della Commissione europea, di privilegiare la riduzione delle imposte su lavoro e produzione. "Il cuneo fiscale che grava sul lavoro frena l'occupazione e l'attività d'impresa" lamenta il governatore.

Via Nazionale sottolinea poi che, dopo la decisione di pagare parte dei debiti della PA, "per quest'anno non vi sono margini di aumento del disavanzo" dal momento che "il margine di fiducia che risparmiatori e operatori di mercato attualmente ci concedono è stretto". E l'Italia, nel corso del solo 2013, ha la necessità di emettere titoli di Stato per 450 miliardi.

USCIRE DA RECESSIONE PER MANTENERE COESIONE SOCIALE

Il focus deve essere sull'uscita dalla recessione, che già ha ridotto fortemente il potenziale produttivo, e che rischia di ripercuotersi sulla coesione sociale.

L'inversione del ciclo economico verso la fine dell'anno è possibile ma condizionata a una serie di fattori: l'accelerazione del commercio mondiale, l'attuazione di politiche economiche adeguate, l'evoluzione positiva delle aspettative e delle condizioni per investire, la disponibilità di credito.

Nell'immediato le condizioni sono gravi: "lavoro che viene meno e non si crea; imprese che non riescono a modernizzarsi, a finanziarsi, che chiudono, banche indebolite .. tra le quali rischiano di emergere situazioni problematiche".

La ricostituzione di un clima di fiducia parte da misure molto concrete, come i provvedimenti attuativi che molte volte tardano, vanificando l'efficacia delle riforma varate. E in materia i comportamenti dell'amministrazione non sono cambiati, osserva Bankitalia.

Per il futuro serve un programma credibile che modifichi da subito le aspettative, eliminando le incertezze e favorendo la fiducia degli investitori ma anche le prospettive di occupazione e di reddito, soprattutto dei giovani.

Ci sarà per questo arduo compito il "contributo decisivo" della politica?

L'ala tecnica dell'esecutivo, con il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, per una vita uomo della banca centrale, ha già battuto un colpo, spiegando che gli investimenti sono prioritari rispetto alla cancellazione del rialzo dell'Iva programmato. Ma nel governo delle larghe intese in questo primo mese sono emerse spinte in altre direzioni, spingendo Visco a lanciare il suo allarme.

"I rappresentanti politici stentano a mediare tra interessi generali e interessi particolari" scrive oggi Visco nelle sue conclusioni.

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