Influente studio su politiche rigore potrebbe essere non corretto

mercoledì 17 aprile 2013 13:17
 

di David Gaffen

NEW YORK, 17 aprile (Reuters) - Uno dei più influenti studi citati a sostegno delle politiche di rigore per i conti pubblici potrebbe essere scorretto nelle sue conclusioni.

Due professori di Harvard, Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, sostengono in una loro lavoro che il Pil di un Paese comincia a rallentare quando il debito supera il 90% del reddito nazionale.

La ricerca, pubblicata nel 2010, ha suscitato un vivace dibattito ed è stata presa a riferimento dagli accademici e dagli esponenti di governo, negli Stati Uniti come in Europa, che attribuiscono alle riduzioni del deficit un effetto positivo sull'economia.

Ora però tre ricercatori della Università del Massachusetts di Amherst mettono in dubbio i risultati di Reinhart e Rogoff e dicono che il tasso reale di crescita medio annuo dei Paesi con un rapporto debito/Pil superiore al 90% "è attualmente al 2,2%, non -0,1%", come sostengono i due professori di Harvard.

"Errori di codifica, esclusioni selettive di dati disponibili e una ponderazione non convenzionale portano a errori gravi che rappresentano in modo non accurato la relazione tra debito e Pil nei 20 Stati più avanzati dopo la seconda guerra mondiale", scrivono nel loro studio Thomas Herndon, Michael Ash e Robert Pollin.

Reinhart e Rogoff dicono di aver ricevuto il testo e difendono il loro lavoro.

"Senza dubbio bisogna andare avanti con la ricerca poiché i dati che abbiamo costruito e utilizzato nei nostri studi sono nuovo", dicono i due in una mail congiunta. "Tuttavia, ciò che emerge è del tutto coerente con la nostra originaria interpretazione dei dati".

Pollin dice a Reuters che l'obiettivo del loro lavoro non è dimostrare l'ininfluenza di un alto livello del debito. Piuttosto, lo studio dei tre ricercatori vuole escludere l'esistenza di una regola generale -- quella del 90% -- e l'idea che "una volta andati oltre, si finisce nell'abisso".   Continua...