10 aprile 2013 / 13:57 / tra 4 anni

PUNTO 1-Italia rischia senza governo, stallo costa 1% Pil-Squinzi

(riscrive, accorpa take, aggiunge dichiarazioni)

di Elvira Pollina

RHO (Milano), 10 aprile (Reuters) - Senza un governo nel pieno dei suoi poteri che entri in carica il prima possibile, l‘Italia rischia di prendere in ritardo, se non proprio perdere del tutto, il lento treno della ripresa europea prevista nel seconda metà di quest‘anno e di aggravare ulteriormente la flessione del Pil prevista per quest‘anno.

Dal Salone del Mobile, al via stamane alla Fiera di Rho- Pero, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi è tornato a sollecitare la formazione il prima possibile di un esecutivo, nel giorno in cui l‘Istat ha certificato a febbraio un nuovo calo della produzione.

“C‘è il rischio di non agganciare la ripresa che ci sarà in Europa la seconda metà dell‘anno. Ed è un fatto piuttosto grave”, ha detto ai giornalisti, entrando alla Fiera di Rho.

Un concetto ribadito poi nel corso di una conferenza stampa, nel corso della quale il numero uno degli industriali ha quantificato in un punto percentuale di Pil il costo in termini economici dell‘assenza di un esecutivo nel pieno dei suoi poteri negli ultimi mesi.

“Con l‘assenza di un governo abbiamo progressivamente perso un punto di Pil e speriamo di non perderne ulteriormente”, ha rimarcato Squinzi, precisando che il sostanziale stallo politico prosegue dalla metà dell‘anno scorso, ovvero dall‘ultima fase del governo tecnico guidato da Mario Monti, caratterizzata dalla “mancata approvazione” di una serie di provvedimenti, come la legge delega sulla riforma fiscale, per i veti contrapposti delle forze politiche in Parlamento.

Dunque “il blocco” è iniziato ben prima che le elezioni dello scorso 24-25 febbraio certificassero l‘attuale situazione di paralisi politica che dopo oltre 40 giorni non ha ancora trovato uno sbocco.

Secondo Squinzi la proiezione di una flessione di -1,4/-1,5% del Pil per il 2013 su cui convergono gli istituti di ricerca potrebbe anche peggiorare.

La scomparsa del segno meno dalla lettura del Pil trimestrali, prevista Da Confindustria inizialmente a metà anno, avverrà “verso la fine” del 2013.

“Dobbiamo avere una guida economica sicura che permetta di far ripartire i consumi e la macchina economica del nostro Paese”, ha sollecitato Squinzi, parlando di un esecutivo “di uomini di buona volontà”.

Lamentando la limitata azione dell‘Europa nei confronti della crescita e un‘eccessivo squilibrio sul prelievo fiscale delle misure dei correzione dei conti pubblici varate nell‘ultimo anno e mezzo, Squinzi ha invocato provvedimenti che possano ridare fiato alla domanda interna.

“Non possiamo concentrarci solo sulle esportazioni, ma dobbiamo rivitalizzare i consumi interni, e per questo serve un governo”, ha sottolineato.

Ricordando poi i numeri della disoccupazione, il cui tasso sfiora ormai il 12%, e i 62 suicidi di imprenditori negli ultimi tempi, Squinzi si è detto molto preoccupato della tenuta sociale del Paese. “E’ una situazione che non potrà continuare ancora a lungo, senza portare a esplosioni violente”.

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