14 febbraio 2013 / 11:59 / 5 anni fa

PUNTO 1-Italia, contrazione più pesante in trim4, in 2012 Pil -2,2%

* Pil preliminare Italia trim4 -0,9% su mese, -2,7% su anno

* Economia si contrae per sesto trimestre consecutivo

* In 2012 Pil corretto per effetti calendario -2,2% su 2011

* Variazione acquisita Pil 2013 pari a -1%

* Pil zona euro trim4 -0,6% su mese, -0,9% su anno (Aggiunge commenti, contesto e dettagli)

MILANO/ROMA, 14 febbraio (Reuters) - Torna ad appesantirsi il passo della recessione italiana nel quarto trimestre, con un Pil che sull'intero 2012 certifica una contrazione dell'economia del paese superiore al 2%.

Sono numeri che incombono sulle imminenti elezioni politiche, anche se non è una sorpresa che - dopo un anno e mezzo di flessione ininterrotta - l'economia italiana debba ancora fare i conti con un quadro di estrema debolezza. E le previsioni, nella migliore delle ipotesi, non vedono che un ritorno ad una crescita anemica, peraltro neanche immediato.

"Dopo numeri brutti come quelli di oggi la crescita sarà uno dei temi caldi per il resto della campagna elettorale" spiega l'economista di Ing Financial Markets Paolo Pizzoli.

Secondo i dati preliminari diffusi stamane dall'Istat, il Pil italiano si è contratto dello 0,9% congiunturale nel quarto trimestre dell'anno scorso (dopo il -0,2% del terzo), più di quanto si attendessero gli economisti: le attese, fissate da un sondaggio Reuters, erano per un -0,6%.

"Il calo congiunturale è la sintesi di diminuzioni del valore aggiunto in tutti i comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi" si legge nel comunicato dell'istituto di statistica.

"È un dato molto debole, pesa innanzitutto una domanda estera meno forte di quanto si potesse sperare - lo hanno confermato anche i dati sui Pil europei di questa mattina, più deboli del previsto - e anche il fatto che la domanda domestica rimane fiacca, e questo è il solito punto debole dell'Italia" commenta da Londra l'economista di Citigroup Giada Giani.

ITALIA IN RECESSIONE DA UN ANNO E MEZZO

Per il Pil italiano si tratta del sesto trimestre consecutivo di contrazione; le ultime rilevazioni positive risalgono alla prima metà del 2011. Come sottolinea l'Istat, era dal 1993 che non si registravano sei cali congiunturali consecutivi.

Secondo Loredana Federico di Unicredit "dalla produzione industriale ci si aspettava un passo recessivo, ma qui vediamo un'ulteriore pesantezza. Ma soprattutto la sorpresa è che si vede un netto calo della domanda interna che pesa soprattutto sul comparto dei servizi".

Su base tendenziale il Pil ha fatto segnare una flessione del 2,7% nel quarto trimestre dopo il -2,4% del terzo. In questo caso le stime erano per una diminuzione del 2,3% annuo.

Nel 2012, informa l'Istat, il Pil corretto per gli effetti di calendario è diminuito del 2,2% rispetto al 2011. Il dato grezzo, quello su cui confrontare la stima ufficiale del governo (-2,4%) verrà diffuso ai primi di marzo.

ECONOMIA IN CONTRAZIONE IN TUTTA ZONA EURO IN TRIM4

Il quarto trimestre mostra in realtà un quadro recessivo per tutta la zona euro, non solo per l'Italia, con un nuovo peggioramento del trend rispetto al periodo luglio-settembre. Anche se - come ormai siamo abituati a vedere da lungo tempo - è proprio l'economia italiana a scontare gli effetti più pesanti.

In mattinata sono stati diffusi i preliminari sul Pil delle principali economie continentali e per la zona euro nel suo complesso la contrazione è stata dello 0,6% congiunturale dopo il -0,1% del terzo trimestre. Contrazione analoga per l'economia tedesca, reduce però dal +0,2% del trimestre precedente, mentre il Pil francese ha fatto segnare una flessione dello 0,3%, dal +0,1% precedente .

ECONOMISTI RIVEDONO STIME ITALIA 2013

Per quel che riguarda il 2013, ha spiegato l'Istat, la variazione acquisita del Pil italiano è già pari ad un -1%.

"La nostra speranza, supportata comunque dalle business survey, è che questo sia il punto più basso del ciclo" afferma l'economista di Banca Aletti Francesca Panelli, che tuttavia avverte: "per il 2013 le nostre stime erano di -1%, che adesso dovrà essere rivisto al ribasso".

Per quel che riguarda Unicredit la stima è per una flessione del Pil dell'1% quest'anno, contro un -0,7% stimato prima di quest'ultimo dato, come conferma Loredana Federico, mentre decisamente grigia rimane la visione di Citigroup.

"Per il primo trimestre del 2013, vediamo un andamento dell'economia forse non così pesante come nel quarto, ma l'andamento resta comunque parecchio negativo" nota Giada Giani, che conferma addirittura una stima di contrazione per l'Italia sia sull'intero 2013 sia sul 2014, in vista - spiega l'economista - anche del probabile riacutizzarsi delle tensioni finanziarie sui mercati della zona euro a causa di un prossimo ritorno d'attualità del tema dell'uscita della Grecia dall'euro.

(Ha collaborato Antonella Cinelli)

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