PUNTO 1-Federacciai: produzione vista ancora piatta in 2013,su Ilva serve processo

martedì 29 gennaio 2013 16:55
 

* Gozzi: "Produzione potrebbe scendere sotto 27 mln tonnellate su euro forte"

* Ilva Taranto produce 6-8 mln tonnellate, Gozzi spera che non chiuda

* Per affrontare crisi settore occorre razionalizzazione

di Giancarlo Navach

MILANO, 29 gennaio (Reuters) - La produzione di acciaio in Italia nel 2013 è attesa in linea a quella del 2012 intorno ai 27 milioni di tonnellate, ma potrebbe scendere sotto questa soglia qualora l'euro dovesse continuare a essere forte nei confronti del dollaro.

E' questa la previsione fatta dal presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, nel corso della sua prima conferenza stampa da quando si è insediato ai vertice dell'associazione lo scorso giugno. Gozzi ha anche auspicato che l'Ilva di Taranto non chiuda e che si faccia il processo per accertare le responsabilità.

"Il 2013 è atteso in linea al 2012 (27,2 milioni di euro di produzione -5,2% sul 2011, ndr), ma la produzione potrebbe scendere sotto 27 milioni a causa della vicenda valutaria. Nel 2012 la crisi è stata attutita solo grazie alle esportazioni. I forti rischi di svalutazione del dollaro e di rivalutazione dell'euro per un paese come il nostro peseranno", ha detto Gozzi.

Le stime di Gozzi non tengono presente gli effetti della crisi dell'Ilva di Taranto. "Fino a oggi l'Ilva, nonostante lo stop and go, ha cercato di andare avanti con la produzione, se la situazione si risolve l'Ilva produrrà fra 6-7-8 milioni di tonnellate se, invece, la situazione si incancrenisce dai 27 milioni di tonnellate prodotte nel 2012, considerate che quasi 8 vengono da Taranto", ha aggiunto Gozzi.

La crisi morde ancora e si fa sentire in maniera pesante sul settore: rispetto ai picchi toccati nel 2007-08 la domanda europea è scesa del 30-35%, mentre in Italia solo negli ultimi due anni la domanda interna è calata del 40% in tutti i comparti, sia nei prodotti lunghi utilizzati nell'edilizia sia in quelli piani utilizzati per le auto.   Continua...