Banche, anche in 2013-14 sofferenze ai massimi frenano credito-ABI/AFO

giovedì 20 dicembre 2012 11:45
 

ROMA, 20 dicembre (Reuters) - In uno scenario ancora di recessione previsto anche per il 2013, le banche soffriranno per la cattiva qualità del credito che porterà ancora una crescita delle sofferenze superiore al trend degli impieghi.

Secondo il rapporto di previsione ABI/AFO, presentato oggi a Roma, il rapporto tra sofferenze e impieghi a fine 2014 toccherà il 7,3%. "Per trovare un valore più alto bisogna risalire al 1998", dice il rapporto.

"Gli impieghi a residenti dovrebbero presentare quest'anno una sostanziale stagnazione per poi crescere nel biennio finale di previsione a tassi non molto lontani da quelli di crescita del Pil, e comunque mai superiori al 3%. Importante freno alla crescita dei prestiti sarà l'aumento del rischio di credito", spiega ancora l'ABI nel suo financial outlook.

Tra le poche note positive la progressiva chiusura della forbice tra raccolta e impieghi. "Decisamente più soddisfacente dovrebbe risultare la crescita della raccolta: dopo il livello negativo del 2011, nel 2012 la raccolta dovrebbe aumentare del 2,9% e in seguito crescere stabilmente su ritmi di incremento del 3%. Per tali motivi, la previsione disegna una importante riduzione dello squilibrio tra raccolta e impieghi: nel corso del triennio di previsione il funding gap dovrebbe diminuire di 5,5 punti percentuali, collocandosi a fine periodo su di un divario di risorse pari al 9,4% del complesso degli impieghi a residenti".

In termini percentuali, data una crescita del Pil prevista in calo del 2,1% quest'anno e dello 0,6% il prossimo, le sofferenze lorde sono viste in crescita (rispetto allo stock dell'anno prima) del 15,7% nel 2012, del 12,9% nel 2013 e del 6,8% nel 2014, quando è prevista una ripresa dell'economia con il Pil in progresso dello 0,8%.

La raccolta da residenti (che include depositi e obbligazioni) è prevista in progresso del 2,9% (2012), 3,1% (2013), 3% (2014) spinta soprattutto dalla componente a breve dei depositi. Il trend degli impieghi, dopo la contrazione prevista quest'anno di -0,1%, è indicato per il 2013 al +1,4% e per il 2014 al +2,7%.

Resta debole infine la redditività del settore con un return on equity nel 2014 previsto poco sopra il 2% a causa di elevati accantonamenti e rettifiche e di scarsi volumi intermediati.

"La salvaguardia delle condizioni di redditività delle banche italiane passa, dunque, inevitabilmente per una attenta e serrata politica di controllo e riduzione dei costi, che dovrebbero contrarsi ad un ritmo medio annuo dell'1,7-1,8% In questo caso, il cost income ratio scenderebbe al 61,2% nel 2014, livello comunque superiore ai valori pre-crisi", spiega il rapporto ABI/AFO.

Secondo la tabella di previsione del rapporto, il sistema bancario dovrebbe chiudere il 2012 con un utile netto di 3,2 miliardi nel 2012, che salirebbe a 4,8 mld nel 2013 e 8,9 miliardi nel 2014 (con un corrispondente Roe dello 0,9%, 1,2% e 2,2%).   Continua...