Italia, industria verso biennio in salita, pesa distribuzione -studio

lunedì 3 dicembre 2012 15:09
 

MILANO, 3 dicembre (Reuters) - Nel prossimo biennio la redditività dell'industria italiana resterà contenuta né il previsto recupero sarà in grado di modificare il deludente quadro generale.

E' quanto emerge dallo studio "Industria e filiere 2012" presentato stamane da Unicredit e Prometeia che ha preso in considerazione 13 filiere produttive italiane.

A pesare sulla competitività italiana sono soprattutto le fasi all'estremo del processo produttivo: l'approvvigionamento delle fonti e la distribuzione, non presente o quasi fuori dai confini nazionali, a differenza di quanto possono vantare Francia e Germania, fa notare Alessandra Lanza, economista industriale di Prometeia.

Per le fonti sarà determinante lo scenario delle materie prime, mentre per quello della distribuzione vi è già una previsione negativa. Sarà infatti "l'unica a presentare un fatturato a prezzi correnti in diminuzione nel prossimo biennio", emerge nel rapporto.

In questo quadro negativo si distinguono positivamente le industrie export-oriented. "Nei prossimi due anni un'impresa che rivolga interamente all'estero la propria offerta avrà un premio fra 4 e 5 punti rispetto a una sua omologa concentrata solo sul mercato domestico".

A sostenere l'export, spiega Alessandra Lanza, sono in generale, all'interno della filiera, i produttori finali, più capaci di attrarre la domanda internazionale. Mentre i comparti in cui questo non vale, come l'automotive e quello degli elettrodomestici, hanno invece un punto di forza "nella fase delle componenti in cui ci agganciamo ai produttori finali esteri vista la debolezza di quelli interni".

In positivo lo studio cita la filiera alimentare "chiamata a consolidare l'apertura internazionale maturata negli ultimi anni favorita anche da un mondo emergente sempre più ricettivo dell'offerta italiana". Un progresso aiutato anche dal miglioramento della struttura distributiva all'estero, a partire dal fenomeno Eataly.

Ma, soprattutto, è stato il settore meccanico, visto nel suo complesso, a mostrare una buona reazione in termini di crescita del fatturato e della redditività.

Di fronte a un quadro di investimenti stagnante dell'Italia "la filiera meccanica e le varie fasi al suo interno hanno saputo guardare altrove alzando contemporaneamente i loro orizzonti in termini di mercati, prodotti e servizi collegati, tenendo quote sul commercio mondiale quando tutti i paesi industrializzati segnavano il passo".   Continua...