Italia, crescita resta latitante, attenzione al dopo voto - Ocse

martedì 27 novembre 2012 11:00
 

MILANO, 27 novembre (Reuters) - Entrata nella seconda grave recessione degli ultimi tre anni, l'economia italiana dovrebbe essere in grado di risollevarsi da ormai un decennio di stagnazione grazie alle incisive misure studiate dal governo per far fronte al duplice problema di bassa crescita ed elevato debito pubblico.

I provvedimenti dell'esecutivo di Mario Monti restano però da applicare fino in fondo e con coerenza, mentre una delle incognite principali è l'impegno nel campo del consolidamento di bilancio e delle riforme da parte della classe politica che prenderà le redini del Paese dopo le elezioni di primavera.

Questo in estrema sintesi il giudizio dell'ultimo rapporto semestrale Ocse, i cui numeri puntuali parlano comunque di una congiuntura che ancora langue con evidenti ricadute su occupazione, salari e costo della vita.

Per passare ai numeri dell'Economic Outlook, del prodotto interno lordo viene stimata una contrazione di 2,2% quest'anno e 1,0% il prossimo, seguita da un modesto +0,6% nel 2014.

Limitandosi al 2012, il confronto va al -2,4% prospettato dalla stessa organizzazione parigina con l'interim assessment del 6 settembre scorso, peraltro identico alla previsione ufficiale del governo.

"La politica di riforme strutturali per favorire la crescita e aggiustamento dei conti pubblici è ben avviata, in un orizzonte di breve termine l'economia continuerà però a contrarsi a riflesso delle misure di austerità, un fragile clima di fiducia e condizioni creditizie restrittive" è l'incipit del capitoletto Ocse dedicato all'Italia.

Alla luce di attese sulla crescita inferiori a quelle del governo - che nel Def di fine settembre ipotizza -0,2% per il 2013 e +1,1% per il 2014 - dal 3,8% dell'anno scorso il deficit viene proiettato a 3,0% del Pil - il limite massimo accettato in sede europea - quest'anno, a 2,9% il prossimo e a 3,4% nel 2014.

"Se la nostra stima si dovesse concretizzare sarebbe necessaria un'ulteriore manovra correttiva sul 2014" scrive il rapporto.

Parallelo il percorso previsto per il debito pubblico: 127,8% del Pil nel 2012, 130,4% nel 2013 e 132,2% nel 2014.   Continua...