Banche, ancora frena credito, tengono depositi, più sofferenze- Abi

mercoledì 21 novembre 2012 15:02
 

ROMA, 21 novembre (Reuters) - Le banche italiane a ottobre hanno oltre 1.160 miliardi dai depositanti in Italia, poco più del mese prima e in crescita del 4,78% su anno. Resta però con il segno meno la dinamica degli impieghi, soprattutto a famiglie e società non finanziarie; continuano inoltre a crescere le sofferenze, ormai vicine a 118 miliardi e restano ai minimi i margini.

Lo si legge nel rapporto Abi di novembre.

Gli impieghi complessivi (a settore privato e pubblica amministrazione) sono calati a ottobre dello 0,84% a 1.933 miliardi, ma il calo è accentuato per la componente del credito a famiglie e imprese, sceso a 1.477 miliardi in riduzione del 2,93%. Per entrambe le componenti c'è stato un calo anche in termini assoluti sul mese precedente.

Continuano a crescere secondo i dati di settembre, le sofferenze, con quelle lorde vicine a 117,6 miliardi (erano già vicine a 116 miliardi ad agosto) e le nette oltre 67 miliardi da quasi 66 miliardi.

Resta ai minimi storici il margine sui tassi di interesse attivi e passivi. Il differenziale stimato dall'Abi, che era superiore al 3% nel 2008 prima della crisi, è sceso secondo i dati di ottobre dell'Abi al minimo di 170 punti base, che si ricavano facendo la differenza tra un tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie. Sono 2 punti base in meno di settembre e 56 rispetto a un anno prima.

Il portafoglio titoli complessivo delle banche italiane in ottobre è poco variato da settembre e pari a 855,6 miliardi di euro.

RACCOLTA INTERNA STABILE, NEGATIVA DA OBBLIGAZIONI

Il dato complessivo della raccolta di ottobre (depositi e obbligazioni) è a 1.736,7 miliardi in incremento nel raffronto con ottobre 2011 (1,03%) e poco variata in termini assoluti. Più marcato è invece l'aumento dei soli depositi da clientela, pari a 1.160 miliardi, pari a +4,78% su anno. Ancora in flessione (-5,76%) la raccolta obbligazionaria a 576,5 miliardi.   Continua...