Italia, attività manifatturiera in contrazione per 15° mese-Pmi

venerdì 2 novembre 2012 09:44
 

MILANO, 2 novembre (Reuters) - Il comparto manifatturiero italiano si è contratto per il quindicesimo mese consecutivo in ottobre - ad un tasso peraltro leggermente più sostenuto rispetto al mese precedente - a fronte di trend sempre più marcato di declino della produzione e dell'occupazione.

È quanto emerge dall'indagine Markit/Adaci sui direttori d'acquisto, il cui indice Pmi manifatturiero è sceso 45,5 punti dai 45,7 di settembre, ulteriormente al di sotto di quota 50 che separa le rilevazioni di crescita da quelle di contrazione del settore. Un dato che suggerisce come il paese fatichi a riemergere da quella profonda recessione iniziata a metà 2011 e che è stata ulteriormente accentuata dalla misure di austerità, tra cui l'aumento della tassazione, i tagli alla spesa e la riforma delle pensioni, varate con l'obiettivo di azzeramento del deficit.

Le attese degli economisti, raccolte in un sondaggio Reuters, indicavano una contrazione leggermente più ampia dell'indice, a 43,5 punti.

L'economia italiana, la meno brillante all'interno della zona euro per oltre un decennio, si è contratta dello 0,8% sia nel primo sia nel secondo trimestre di quest'anno, col governo che stima una riduzione complessiva del Pil del 2,4% sul 2012.

Nei giorni scorsi il ministro dell'Economia Vittorio Grilli ha affermato di prevedere un ritorno alla crescita dell'economia italiana nel secondo trimestre del prossimo anno .

Il sottoindice Pmi relativo alla produzione manifatturiera è sceso in ottobre per il tredicesimo mese consecutivo a 44,7 punti dai 45,5 del mese precedente.

Dal sondaggio emerge inoltre una perdita sempre più pesante di posti di lavoro nel settore, a causa degli esuberi, della mancata sostituzione di personale che si è volontariamente licenziato o del mancato rinnovo dei contratti temporanei.

I prezzi alla produzione sono scesi per il secondo mese consecutivo mentre il trend di declino dei prezzi finali si è ammorbidito. Ma, pur con una domanda interna che rimane debole, gli ordini per l'export sono tornati a salire, per la prima volta da marzo, grazie al rafforzamento delle vendite negli Usa e in Russia, spiega Markit.

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