31 ottobre 2012 / 11:38 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Italia, inflazione frena a ottobre su anemia consumi

(riscrive, aggiunge contesto e commenti)

* Indice Nic torna sotto 3% annuo per la prima volta da agosto 2011

* Economisti vedono ulteriore rallentamento in prossimi mesi

* Unici rischi al rialzo da volatilità energia e materie prime

di Elvira Pollina

MILANO/ROMA, 31 ottobre (Reuters) - La debolezza della domanda interna, gravata dal ciclo economico negativo, e il calo dei prezzi dei carburanti hanno favorito la frenata dell‘inflazione nel mese di ottobre.

Secondo i dati diffusi stamane da Istat, i prezzi al consumo (indice Nic) sono rimasti fermi su base mensile per la seconda lettura consecutiva, mentre le attese raccolte da Reuters tra gli economisti convergevano su un aumento dello 0,3%.

Superiore alle attese il rallentamento dell‘inflazione tendenziale, scesa sotto il 3% per la prima volta da agosto 2011. I prezzi sono cresciuti del 2,6% dal 3,2% di settembre, mentre le stime prevedevano una crescita del 2,9%.

Un allentamento, spiega l‘economista Chiara Corsa di Unicredit, “da attribuire in parte al fatto che l‘aumento dell‘Iva, scattato nell‘ottobre del 2011, esce ora dalla comparazione annuale”. Il confronto statistico, dunque, è favorevole.

Ma è soprattutto l‘anemia dei consumi, effetto delle misure di consolidamento fiscale varate dal governo, a ridurre la pressione del caro vita. Un trend che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi.

Del resto, il ritorno alla crescita per l‘economia italiana, secondo il ministro dell‘Economia Vittorio Grilli, non arriverà prima del secondo trimestre del 2013, mentre quest‘anno si chiuderà con una caduta del Pil superiore al 2%.

“A questo punto, potremmo vedere l‘inflazione tendenziale scendere sotto il 2% nel secondo trimestre 2013, se non ci saranno nuove scosse su materie prime ed energia. Il dato medio annuo per il 2012 dovrebbe oscillare comunque tra 3-3,1%”, prevede l‘economista di Ing Paolo Pizzoli.

Tornando al dato odierno e guardando alle componenti, si notano cali generalizzati nella maaggioranza dei comparti.

“La sorpresa maggiore è arrivata dal settore ‘comunicazioni’, che ha fatto segnare un -1,8% su mese: noi ci aspettavamo un calo ma non così ampio”, evidenzia Paolo Mameli, economista di Intesa SanPaolo.

“C‘è poi da segnalare - prosegue Mameli - anche il settore ‘alberghi e ristorazione’, con un -0,5% e quello ‘tempo libero e cultura’, invariato: due componenti che secondo la stagionalità sono normalmente in rialzo in questo periodo”, prosegue.

Le spinte inflazionistiche segnano un affievolimento anche osservando il dato armonizzato ai parametri europei. L‘indice Ipca ad ottobre ha un incremento congiunturale dello 0,3% dal 2,1% di settembre, e del 2,8% tendenziale dal 3,4% del mese precedente (attese rispettive 0,6%; 3,1%).

Si riduce, così, il disallineamento rispetto alla media della zona euro, dove i prezzi su base annua sono cresciuti del 2,5% a ottobre.

-- hanno collaborato Gabriella Bruschi, Roberto Landucci, Giulio Piovaccari

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