31 ottobre 2012 / 08:13 / tra 5 anni

PUNTO 1-Grilli vede ritorno crescita in Italia da secondo trimestre 2013

* Legge stabilità: modifiche a saldi invariati

* A Italia serve taglio di Iva, tasse su redditi e cuneo fiscale

* No a cessione Eni, Enel, Finemccanica per abbattere debito (aggiunge altre dichiarazioni Grilli, contesto)

ROMA, 31 ottobre (Reuters) - La fase di recessione in Italia dovrebbe concludersi nel secondo trimestre del prossimo anno in coincidenza con una ripresa più robusta dell‘economia internazionale, secondo il ministro dell‘Economia Vittorio Grilli.

“Noi riteniamo che l‘anno prossimo, dal secondo trimestre in avanti riusciremo a riprendere a crescere”, ha detto Grilli intervistato nel corso di Unomattina su Rai Uno.

“Tutti questi sforzi di riforme strutturali che stiamo facendo li facciamo per uscire dalla crisi piu forti. Purtroppo l‘Italia da sola non può creare crescita, siamo uniti al resto del mondo. Se anche il resto del mondo riprenderà a crescere in modo accelerato all‘inizio del prossimo anno questo sarà un grosso vantaggio per noi”.

Il governo ha previsto per il 2012 un calo del Pil del 2,4% e per il prossimo anno un‘economia ancora in contrazione dello 0,2%. Secondo la Banca d‘Italia l‘uscita dalla crisi arriverà nel corso del prossimo anno.

La crescita è considerata l‘elemento essenziale per ridare fiducia ai mercati sulla sostenibilità del grande debito pubblico dell‘Italia insieme alla riduzione dello stock accumulato.

Il governo si è impegnato a procedere a dismissioni e valorizzazioni di asset pubblici annui pari all‘1% del Pil per i prossimi cinque anni.

Grilli ha confermato che il grosso deve arrivare dalla cessione delle 7.000 aziende pubbliche possedute dagli enti territoriali mentre non ci sono ragioni di cassa che spingano alla cessione delle partecipazioni in Enel e Finmeccanica (il valore di quest‘ultima partecipazione è di 700 milioni a fronte di 2.000 miliardi di debito ha osservato). Eni ormai è quasi tutta in mano alla Cassa depositi e prestiti.

“Se abbiamo in mente di aiutare la discesa del debito pubblico con dismissioni questo è un impegno pluriennale che deve essere credibile”, ha detto Grilli.

“La grande massa [dei beni] è a livello di territorio e dobbiamo raggiungere una intesa con gli enti territoriali. Il ragionamento che abbiamo fatto sulle grandi aziende pubbliche Eni, Enel, Finmeccanica è che certo non si risolve il problema del debito pubblico con queste dismissioni. Altri ragionamenti devono essere fatti dal momento che sono aziende strategiche nel settore dell‘energia e della difesa. Abbiamo ragioni anche non puramente di cassa per venderle o non venderle? Questo è un argomento importante da affrontare”.

LEGGE STABILITA’: SI A MODIFICHE A SALDI INVARIATI

Sempre con l‘obiettivo di contenere i conti pubblici e ridare spinta alla crescita nella Legge di stabilità presentata alle Camere il governo ha confermato il pareggio di bilancio per il prossimo anno e proposto una contestata manovra fiscale che prevede un calo delle aliquote sui redditi a fronte di restrizioni sugli sconti fiscali e un aumento di un punto delle aliquote Iva del 10 e 21%.

Ancora una volta il ministro ha respinto l‘idea che l‘operazione si traduca in un aumento delle imposte da pagare e ha ricordato che l‘incremento dell‘Iva era stato già deciso in dicembre.

“Non c‘è un maggiore prelievo fiscale. Per la prima volta si cerca di fare una inversione di tendenza. La Legge di stabilità non è essenziale per i saldi bilancio ma cerca di dare più qualità su come si raggiungono i saldi bilanci: meno spesa pubblica e meno tasse”, ha detto Grilli.

Il governo è pronto a introdurre cambiamenti in Parlamento ma a saldi invariati e all‘interno dello schema logico proposto: riduzione dell‘Iva, incentivi alla produttività con il calo del cuneo fiscale, riduzione delle imposte sui redditi.

“All‘interno di questo schema logico si può discutere”, ha detto Grilli.

Alla Confindustria che lamenta come le imprese stiano morendo di tasse il ministro risponde che la politica del governo punta a una riduzione del peso fiscale attraverso la riconquista della fiducia dei mercati e la riduzione della spesa pubblica.

“Sappiamo che abbiamo ancora un‘amministrazione molto grande e siamo alla seconda spending review che ha come corrispettivo la riduzione delle tasse. Poi dobbiamo avere un sistema di distribuzione del peso fiscale più ampio e quindi dobbiamo combattere l‘evasione fiscale per allargare la base imponibile e avere una distribuzione più equa del carico fiscale tra reddito e ricchezza”.

Ma la prima importante azione del governo, ha detto Grilli, è stata quella di ridare fiducia al mercato con le azioni di consolidamento dei conti pubblici senza le quali non si attrae risparmio, non ci sono investimenti e non c‘è crescita.

Le critiche al governo da parte dei partiti fanno parte della normale dialettica parlamentare e sono acuite dall‘avvicinarsi dell‘appuntamento elettorale del 2013.

“Sebbene gli italiani stiano soffrendo sono consapevoli che questa cura è necessaria. E’ chiaro che con l‘avvicinarsi delle elezioni le forze politiche vogliono puntualizzare le loro posizioni. E’ normale che ci sia un dibattito”.

(Giselda Vagnoni)

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