Italia, Prometeia taglia stime pil, paese chieda aiuto a Esm e Bce

venerdì 12 ottobre 2012 18:06
 

MILANO, 12 ottobre (Reuters) - I mesi autunnali potrebbero rappresentare il fondo della 'Grande depressione' per l'Italia anche se il paese, per mettere in sicurezza i recenti benefici ottenuti in termini di tassi di interesse, dovrebbe giocare d'anticipo chiedendo supporto all'Europa e alla Bce.

È la visione di Prometeia, contenuta nel Rapporto di Previsione sulle prospettive di breve-medio termine, che non impedisce tuttavia alla società di ricerca di aggiornare al ribasso le stime economica del paese.

Prometeia prevede ora una contrazione dell'economia italiana pari la 2,4% nel 2012, in linea con la stima recentemente data dal governo nella Nota di aggiornamento del Def, contro il -2,2% della precedente stima pubblicata in luglio dallo stesso centro studi.

"Pur con un margine di incertezza, Prometeia ritiene vi siano buoni motivi per considerare questi mesi autunnali come il fondo della Grande Recessione. D'altro canto tutti gli indicatori congiunturali confermano questa analisi: si sta attenuando il ritmo di caduta della produzione industriale, che tornerà marginalmente positiva nel quarto trimestre (+0,2%)" si legge nel rapporto.

In peggioramento anche le stime relative alla crescita 2013: si passa ad un -0,3%, contro il -0,2% del governo, dopo il +0,1% previsto in estate.

"La debolezza della domanda di servizi e di costruzioni, colpiti dalla crisi dei consumi delle famiglie e dal blocco degli investimenti pubblici, manterrà in flessione il pil fino alla fine dell'anno" scrive Prometeia. "Nel 2013 l'economia italiana uscirà dalla fase recessiva vera e propria ma con una ripresa stentata, ben lontana dai livelli pre-crisi e dal recupero che Francia e Germania avranno invece messo in atto".

STIME IN RIALZO SU RAPPORTO DEFICIT/PIL

Revisione peggiorativa anche per le stime sul rapporto deficit/pil, che alimenta i dubbi di chi non ritiene l'Italia in grado di centrare l'obiettivo di pareggio strutturale di bilancio nel 2013 concordato in sede europea: per l'anno in corso le previsioni indicano ora un disavanzo al 2,7%, dal precedente 2,3%, mentre per il 2013 un 2%, dal precedente 1,2%.   Continua...