Crisi, Confesercenti vede 2013 ancora difficile, poco meglio

lunedì 17 settembre 2012 08:06
 

SAN MARTINO IN CAMPO (Perugia), 17 settembre - I piccoli e medi commercianti e artigiani di Confesercenti pensano in maggioranza che la situazione economica nel 2013 resterà negativa; quindi, non vedono cambiamenti per le loro aziende.

E' questo il risultato di una sorta di sondaggio interno svolto fra i circa 100 piccoli e medi imprenditori che hanno partecipato al Meeting annuo di Confesercenti che si è svolto nel weekend a San Martino in Campo vicino a Perugia.

Sorprendete il giudizio dato sull'operato del governo Monti, visto che la base degli intervistati è costituita da chi è rimasto più colpito dal punto di vista fiscale e per gli effetti di contrazione dei consumi: più del 40% degli interpellati giudica infatti positivamente o molto positivamente l'operato del governo mentre, per il 60%, il giudizio è negativo.

Per quel che riguarda la situazione economica, come si diceva, per il 42,6% nel 2013 sarà leggermente migliore del 2012 ma ancora negativa, per il 2,3% sicuramente migliore e per il 54,2% resterà molto critica come quest'anno.

Per quanto riguarda le piccole e medie imprese nel 2013 la situazione resterà come ora per il 47,7% dei partecipanti, in ulteriore forte calo per il 43%, mentre il 7,7% degli imprenditori di Confesercenti vede un miglioramento.

Il 58,8% degli interpellati ritiene centrale il problema della pressione fiscale mentre per il 43,1% più importante è il problema dell'accesso al credito.

Sorprendente anche il giudizio sulla liberalizzazione degli orari dei negozi, misura attuata dal governo Monti e che è stata duramente contestata da Confesercenti: per il 46,1% degli interpellati la misura incide poco su natalità o mortalità delle imprese, molto per il 21,1% e abbastanza per il 30,5% dei piccoli e medi imprenditori di Confesercenti.

(Paolo Biondi)

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