Imprese, crescita dimensione cruciale per produttività Italia- Rossi

mercoledì 12 settembre 2012 11:33
 

NEW YORK, 12 settembre (Reuters) - La bassa produttività è il vero tallone d'Achille dell'economia italiana e la ragione strutturale di questa debolezza è una troppo piccola dimensione d'impresa incapace di adeguarsi ai cambiamenti della tecnologia.

Lo ha detto il vice direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi intervenendo a New York a un incontro "La competitività delle imprese italiane: internazionalizzazione, innovazione e finanza", alla Casa Italiana Zerilli-Marimò (NYU).

"Il nostro problema è la produttività. E lì che stiamo perdendo competitività da 15 anni", ha detto Rossi analizzando il cosidetto Total Factor Productivity (TFP), quella componente della produttività che, ha spiegato l'economista, dipende dall'organizzazione generale dell'impresa e dalla capacità manageriale.

L'economia italiana non è stata in grado di adattarsi con la necessaria velocità ai cambiamenti nella tecnologia degli ultimi 20 anni e alla globalizzazione della produzione e del commercio.

La ragione strutturale più rilevante per spiegare questa debolezza è, secondo Rossi, la dimensione delle imprese.

"In Italia abbiamo troppe imprese di piccole dimensioni e troppo poche medie-grandi imprese", ha aggiunto, spiegando in sostanza che le piccole imprese non hanno alcun interesse ad adottare l'information and communication technology (Ict) - per esempio un software per la gestione aziendale - che invece offre enormi benefici ad imprese di dimensione maggiore.

"Questo è quello che è successo negli Stati Uniti dagli anni '90 fino alla scoppio della crisi finanziaria".

La dimensione ridotta, inoltre, rende più arduo l'accesso sui mercati internazionali. "Per agire in un mondo globalizzato servono dimensioni", ha detto.

"C'è un vasto campo di azione per i nostri policy makers. Abbiamo iniziato a vedere qualcosa muoversi con l'attuale governo italiano. Personalmente spero che andrà avanti nel tentativo di riformare la struttura della nostra economia e società", ha concluso il vice direttore generale di Bankitalia.

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