PUNTO 1-Italia, domanda interna pesa su Pil, -0,8% e -2,6% in trim2

lunedì 10 settembre 2012 12:18
 

(riscrive con dettagli e commenti economisti)

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 10 settembre (Reuters) - Il Pil italiano si è contratto dello 0,8% congiunturale e del 2,6% tendenziale nel secondo trimestre. Lo indicano i dati definitivi dell'Istat, che rivedono lievemente al ribasso le stime preliminari dello scorso 7 agosto, rispettivamente -0,7% e -2,5%.

A livello tendenziale si tratta del risultato peggiore dal quarto trimestre 2009.

Le attese degli economisti erano per una conferma dai dati emersi in prima lettura. Nel primo trimestre 2012 il prodotto interno lordo si era contratto di un analogo 0,8% congiunturale, con un rallentamento annuo rivisto stamane da Istat da 1,4% a 1,5%.

"Era atteso, anche prima della lettura preliminare, che questo fosse un trimestre abbastanza problematico" spiega l'economista di Ubs Matteo Cominetta. "Nei dati di oggi c'è la conferma che la domanda interna continua a calare, gli investimenti ma soprattutto i consumi privati: sono numeri molto pesanti, dovuti certamente al 'credit crunch', all'aumento della disoccupazione, alla fiducia dei consumatori che è su livelli minimi da 30 anni".

Dallo spaccato del dato congiunturale del periodo aprile-giugno emerge un contributo negativo alla crescita della spesa delle famiglie, per uno 0,6%, e degli investimenti fissi, per uno 0,4%, in parte controbilanciato dal contributo positivo dello 0,2% della domanda estera netta.

Per quel che riguarda l'andamento delle singole componenti del prodotto, i dati Istat evidenziano a livello congiunturale una diminuzione "significativa" dei principali aggregati della domanda interna, con il -0,7% dei consumi finali nazionali (-1% per la spesa delle famiglie ma +0,2% per la spesa pubblica) e un -2,3% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni hanno subito una flessione dello 0,4%, l'export un aumento dello 0,2.

"Una sorpresa particolarmente negativa arriva dalla contrazione dei consumi privati, superiore alle nostre stime. Gli investimenti sono risultati in linea alle nostre attese, ad eccezione del comparto costruzioni che si è contratto oltre le previsioni" spiega l'economista UniCredit Loredana Federico.   Continua...