10 settembre 2012 / 10:23 / 5 anni fa

PUNTO 1-Italia, domanda interna pesa su Pil, -0,8% e -2,6% in trim2

(riscrive con dettagli e commenti economisti)

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 10 settembre (Reuters) - Il Pil italiano si è contratto dello 0,8% congiunturale e del 2,6% tendenziale nel secondo trimestre. Lo indicano i dati definitivi dell‘Istat, che rivedono lievemente al ribasso le stime preliminari dello scorso 7 agosto, rispettivamente -0,7% e -2,5%.

A livello tendenziale si tratta del risultato peggiore dal quarto trimestre 2009.

Le attese degli economisti erano per una conferma dai dati emersi in prima lettura. Nel primo trimestre 2012 il prodotto interno lordo si era contratto di un analogo 0,8% congiunturale, con un rallentamento annuo rivisto stamane da Istat da 1,4% a 1,5%.

“Era atteso, anche prima della lettura preliminare, che questo fosse un trimestre abbastanza problematico” spiega l‘economista di Ubs Matteo Cominetta. “Nei dati di oggi c‘è la conferma che la domanda interna continua a calare, gli investimenti ma soprattutto i consumi privati: sono numeri molto pesanti, dovuti certamente al ‘credit crunch’, all‘aumento della disoccupazione, alla fiducia dei consumatori che è su livelli minimi da 30 anni”.

Dallo spaccato del dato congiunturale del periodo aprile-giugno emerge un contributo negativo alla crescita della spesa delle famiglie, per uno 0,6%, e degli investimenti fissi, per uno 0,4%, in parte controbilanciato dal contributo positivo dello 0,2% della domanda estera netta.

Per quel che riguarda l‘andamento delle singole componenti del prodotto, i dati Istat evidenziano a livello congiunturale una diminuzione “significativa” dei principali aggregati della domanda interna, con il -0,7% dei consumi finali nazionali (-1% per la spesa delle famiglie ma +0,2% per la spesa pubblica) e un -2,3% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni hanno subito una flessione dello 0,4%, l‘export un aumento dello 0,2.

“Una sorpresa particolarmente negativa arriva dalla contrazione dei consumi privati, superiore alle nostre stime. Gli investimenti sono risultati in linea alle nostre attese, ad eccezione del comparto costruzioni che si è contratto oltre le previsioni” spiega l‘economista UniCredit Loredana Federico.

Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo nota che “l‘unica componente che dà un contributo positivo è il commercio estero, anche se minore rispetto al passato”, ricordando come negli ultimi cinque trimestri il contributo medio su tale fronte sia stato dello 0,8%.

“C‘è anche una variazione leggermente positiva della spesa pubblica, per il secondo trimestre consecutivo, ma non credo che sia questo l‘elemento da cui ci si può aspettare la crescita” aggiunge Mameli, che delinea dunque un quadro di “domanda interna che soffre” e una componente estera in tenuta anche se “in maniera meno vivace a causa delle difficoltà della congiuntura internazionale”.

PIL ACQUISITO PER 2012 PEGGIORA A -2,1%

Il Pil acquisito per l‘anno in corso, informa il comunicato Istat, è ora pari a -2,1% a fronte del -1,9% indicato in sede di dati preliminari.

“Viste le indicazioni delle indagini e le condizioni finanziarie, credo che anche per il trimestre in corso ci si manterrà su livelli di contrazione analoghi, poi forse tra fine anno e inizio 2013 la flessione potrebbe attenuarsi, ma molto dipenderà dal contesto finanziario” prevede l‘economista di Intesa.

Nel fine settimana, da Cernobbio, il ministro dell‘Economia Vittorio Grilli si è detto sostanzialmente d‘accordo con le stime di mercato che indicano il Pil in contrazione, nel 2012, tra il 2 e il 2,4%.

L‘ultima stima ufficiale del governo, diffusa a metà aprile, indica per quest‘anno una flessione economica dell‘1,2% in termini grezzi (le statistiche trimestrali di Istat forniscono però l‘andamento in termini destagionalizzati e corretti per il calendario).

“Ho visto stime tra il -2 e il -2,4%, non voglio dire che il -2,4% è realistico, ma rispetto al nostro -1,2% c‘è stato indubbiamente un peggioramento” ha spiegato Grilli.

Intanto la crescita nazionale si conferma strutturalmente inferiore a quella dei principali partner economici. Come ricorda anche Istat, nel secondo trimestre 2012 il Pil è aumentato, a livello congiunturale, dello 0,4% negli Stati Uniti, dello 0,3% in Germania e in Giappone, è rimasto stazionario in Francia, mentre è diminuito dello 0,5% nel Regno Unito. L‘area euro nel suo complesso, invece, ha registrato un calo dello 0,2% su trimestre e dello 0,5% su anno.

(ha collaborato Giuseppe Fonte)

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