PUNTO 1 - Italia, aggrappata a export per contenere calo Pil

lunedì 11 giugno 2012 13:21
 

(riscrive, aggiunge dettagli, commenti, contesto)

di Luca Trogni

MILANO/ROMA 11 giugno (Reuters) - Un'economia che per contenere la propria fase di recessione si appoggia al crollo delle importazioni e alla tenuta delle esportazioni. Lo spaccato dell'Istat sulle componenti del Prodotto interno lordo nel primo trimestre offre un quadro impietoso per la congiuntura italiana. Se la discesa del Pil sul trimestre precedente non è stata maggiore dello 0,8% - comunque la contrazione più marcata dal primo trimestre del 2009 - questo è dovuto a un import in calo del 3,6%, mentre l'export, il fattore su cui si punta anche per i trimestri a venire, non va oltre il -0,6%.

"Le importazioni stanno cadendo moltissimo è questo che crea le condizioni per un Pil che scende meno dell'1%, mentre la domanda interna perde l'1,7%. Anche in una situazione di questo tipo ci si poteva aspettare un po' di più dalle esportazioni" sintetizza Fedele de Novellis, economista di Ref. "E' ormai da tre trimestri che il Pil cade meno della domanda interna" ricorda.

Ne deriva un contributo rilevante dell'export netto, pari al +0,9%, all'andamento del Pil che in parte bilancia il contemporaneo andamento nettamente negativo di consumi, investimenti e scorte.

MA ANCHE EXPORT E' IN DIFFICOLTA'

Nella situazione attuale anche alle aziende esportatrici, tradizionalmente punto di forza dell'economia italiana, viene chiesto un contributo al passo del nuovo quadro internazionale.

A dare più spinta all'export - ha ricordato nei giorni scorsi il vice-ministro Vittorio Grilli - dovrebbe essere una maggiore capacità di penetrazione nei Brics, i paesi del mondo ad alto tasso di crescita e quindi, in diversa misura, di beni e servizi importati. "Oggi solo l'1,6% dell'export italiano va in quei paesi contro il 6,4% dell'export tedesco" ha evidenziato Grilli parlando a una platea dei giovani industriali.   Continua...