PUNTO 1 - Sisma, stop imprese 4-6 mesi, calo Pil qualche frazione punto - Squinzi

mercoledì 6 giugno 2012 15:42
 

(Accorpa pezzi, aggiunge dettagli)

ROMA, 6 giugno (Reuters) - La produzione industriale nella zona colpita dal sisma in Emilia rischia realisticamente uno stop di quattro-sei mesi, e questo comporterebbe la perdita di qualche frazione di punto di Pil a livello nazionale.

Lo ha detto oggi il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che ha parlato anche di oltre 10mila posti di lavoro a rischio e ha messo in guardia dal rischio di delocalizzazione.

"Quello che si teme - credo sia abbastanza vicino alla realtà dopo essere stato nella zona - è che ci sia uno stop produttivo di almeno quattro-sei mesi", ha detto Squinzi a margine di un seminario del Centro Studi Confindustria.

"Nell'area si produce un po' di più dell'1% del nostro Pil, rischiamo di perdere qualche frazione di punto di Pil soltanto a causa del terremoto", ha spiegato Squinzi.

Delle 19 persone morte in seguito al sisma di magnitudo 5.8 dello scorso 29 maggio, molte hanno perso la vita nel crollo di capannoni industriali.

Il numero uno di Confindustria ha precisato che sono oltre 500 le imprese del Modenese - dove si concentra un importante distretto biomedicale, il terzo al mondo dopo Los Angeles e Minneapolis - che hanno subìto danni gravi nel sisma.

Squinzi ha sottolineato che l'area, dove "oltre 10mila posti di lavoro sono a rischio", deve ripartire al più presto "per evitare qualunque tentazione di delocalizzazione, anche da parte delle imprese straniere", specie nel settore biomedicale.

In precedenza Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi Confindustria, aveva parlato del sisma come di "una botta micidiale alla nostra competitività", "una ciliegina amara su una torta" che tra i suoi ingredienti ha già recessione, credit crunch e bassa redditività.   Continua...