31 maggio 2012 / 09:51 / 5 anni fa

PUNTO 1-Italia, Pil 2012 almeno -1,5%, forse ripresa fine anno - Visco

* Percorso non breve per binomio crescita/conti in ordine

* Necessario contributo anche da parte di imprenditori

* Per ridurre debito occorre anche dismettere asset pubblici (Aggiunge dichiarazioni Visco e contesto)

ROMA, 31 maggio (Reuters) - L‘Italia rimane in recessione e per uscirne la attende un percorso non breve. L‘azione di politica economica, che ha sinora mostrato rapidità e decisione sul contenimento dei conti pubblici, deve continuare con l‘attuazione delle riforme strutturali che sta incontrando diffuse resistenze. Il disegno complessivo e la posta in gioco dovranno essere chiari, mentre i costi saranno sopportabili se ripartiti equamente.

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco conclude così le sue prime Considerazioni finali.

Il quadro congiunturale è in ulteriore peggioramento: registrate le perduranti incertezze finanziarie e le drastiche misure di correzione del bilancio pubblico, Bankitalia vede la caduta del Pil 2012 all‘1,5% ma solo se i prossimi scenari non saranno “troppo sfavorevoli”.

La ripresa potrà affiorare verso la fine dell‘anno, soprattutto se vi saranno efficaci interventi strutturali per migliorare l‘utilizzo delle risorse pubbliche e private e una coesione dell‘Unione Europea “chiara e decisa”, diversamente dal quadro attuale.

DEFICIT STRUTTURALE 2013 VICINO A PAREGGIO

Dal lato dei conti pubblici, grazie all‘azione rapida e decisiva del governo, il deficit 2012 sarà al di sotto del 3%, mentre nel 2013 il deficit strutturale sarà “vicino” al pareggio e il debito/pil inizierà a ridursi. Per ridurre il debito occorrerà utilizzare pienamente i margini disponibili per la cessione di asset pubblici.

In chiave di minor pressione sull‘economia occorre ridurre il carico fiscale, con recupero di evasione e tagli di spesa che, se selettivi, possono non compromettere la crescita. I tagli potranno anzi stimolarla se aiuteranno a rimuovere le inefficienze dell‘azione pubblica, a contenere gli oneri amministrativi, a semplificare i processi decisionali.

Va poi riaffrontato il capitolo delle riforme strutturali: il cantiere è aperto, ma i lavori vanno proseguiti in diversi settori, dall‘istruzione alla giustizia, alla sanità. Vanno sfoltite e razionalizzate le norme e riviste le priorità di spesa per impegnarsi, a parità di bilancio, a favore di istruzione e ricerca.

Uno sforzo per riportare la struttura del Paese su un sentiero di crescita e di conti risanati, sottolinea in più di un passaggio Visco, va chiesto agli imprenditori che, a fronte di un ambiente normativo e amministrativo semplificato, devono rafforzare il capitale delle loro imprese con uno sforzo finanziario. Ne beneficerà la struttura produttiva, che deve irrobustirsi, e il rapporto con le banche, chiamate a loro volta a mettere mano alla propria struttura dei costi.

I diversi soggetti della società italiana non possono “non confrontarsi con un mondo cambiato, che non concede rendite di posizione”, ammonisce il governatore.

Ma al tempo stesso la politica, chiosa Visco, deve assicurare “la prospettiva di un rinnovamento profondo che coltivi la speranza, vada incontro alle aspirazioni delle generazioni più giovani”.

(Luca Trogni)

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