30 maggio 2012 / 10:29 / 5 anni fa

PUNTO 1-Sisma Emilia, Confindustria stima effetti negativi su economia

(Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

ROMA, 30 maggio (Reuters) - Le scosse di terremoto che hanno colpito in rapida successione l‘Emilia Romagna in questi giorni avranno conseguenze prolungate sulla produzione industriale dell‘area, aggravando la già difficile situazione dell‘economia italiana.

Lo dice il Centro Studi di Confindustria il quale stima che a livello nazionale in maggio la produzione abbia registrato una contrazione dello 0,6% su mese e del 3,2% su anno.

L‘Emilia Romagna è la quarta delle 20 regioni italiane in termini di Pil e contribuisce al reddito nazionale con oltre 135 miliardi di euro (dati Eurostat 2009 in termini reali). Qui hanno sede alcuni dei gruppi industriali più conosciuti al mondo come Ferrari, Ducati, Sorin ma anche importanti realtà alimentari quali la Barilla, i produttori del Parmigiano Reggiano e del prosciutto di Parma.

I disastri provocati dai due forti terremoti di ieri e del 20 maggio arrivano in un momento di sensibile contrazione dell‘economia italiana appesantita dalla crisi del debito della zona euro e dalle massicce misure di austerity varate lo scorso anno per riguadagnare la fiducia dei mercati.

Il governo di Mario Monti prevede che il Pil si contragga dell‘1,2% nel 2012 per poi riprendere quota nel 2013. Questo quadro previsivo potrebbe risultare però ottimistico e mettere a rischio l‘obiettivo di un bilancio in pareggio strutturale già nel 2013 come promesso da Roma a livello internazionale. Il mancato rispetto di questo impegno, a sua volta, potrebbe acuire la sfiducia degli investitori e peggiorare la situazione finanziaria italiana.

“I terremoti che si sono verificati in maggio, con gravissimi effetti per la vita delle persone, avranno anche prolungate conseguenze sulle produzioni di alcuni tra i più importanti distretti industriali italiani e di un‘area ad alta vocazione manifatturiera. Ciò non può che aggravare un quadro già molto difficile”, si legge nell‘indagine rapida del Csc.

“Lo scenario per i prossimi mesi si presenta ancora sfavorevole: le recenti indagini qualitative preannunciano nuove riduzioni di attività”, conclude il Csc.

La scossa di magnitudo 5.8 registrata ieri mattina in provincia di Modena ha provocato almeno 15 morti e 8.000 sfollati oltre a nuovi ingenti danni nella zona già duramente colpita dal sisma del 20 maggio che aveva ucciso 7 persone e lasciato 5.000 persone senza casa.

Un Consiglio dei ministri è in corso per prendere le prime misure in favore della popolazione ma ci vorrà ancora tempo per una completa quantificazione delle necessità finanziarie.

Secondo stime della Coldiretti, il terremoto ha provocato danni alla produzione agroalimentare per circa 500 milioni di euro, in un distretto che genera il 10% del Pil agricolo.

Danneggiati caseifici, stabilimenti di trasformazione della frutta, magazzini di stagionatura del Parmigiano Reggiano e Grana.

La Confederazione italiana agricoltori aveva indicato una stima dei danni vicina al mezzo miliardo di euro in occasione del terremoto del 20 maggio.

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