Banche, in 2011 Roe solo 2,6%, ma patrimoni solidi - Abi

martedì 22 maggio 2012 12:01
 

ROMA, 22 maggio (Reuters) - Il sistema bancario italiano sconta una bassa redditività pur mostrando di restare solido anche in questa fase di crisi. E' la fotografia dell'Abi nel rapporto sui bilanci bancari 2011 presentato oggi.

Al netto dei circa 30 miliardi di svalutazioni degli avviamenti, "il 2011 si è chiuso con un utile consolidato pari a 5,5 miliardi, in riduzione rispetto al 2010 (-33%)" e il ritorno sul capitale è stato pari alla fine del 2011 al 2,6%, "inferiore al 3,9% dell'anno precedente e sensibilmente più basso sia nel confronto internazionale (7% in media per i primi 5 mercati bancari europei) sia nel confronto intersettoriale domestico (9,5% per le principali società italiane quotate in borsa)".

In compenso, dice la nota Abi che sintetizza il rapporto, la patrimonializzazione "è solida e in crescita: pari a 9,5% in termini di Tier 1 ratio e a 12,7% di Total capital ratio (rispettivamente in crescita di 87 e 68 punti base rispetto al 2010)".

Per recuperare redditività, fondamentale perché significa capacità di raccogliere capitale e liquidità e quindi di erogare credito, "ci sono cose che deve fare l'industria bancaria e cose che devono essere fatte nella regolamentazione", ha commentato il direttore generale di Abi Giovanni Sabatini illustrando il rapporto.

"Dobbiamo adeguare meglio il modello di banca commerciale, sicuramente serve anche un forte ripensamento nell'organizzazione e nei processi e poi il taglio dei costi è un elemento importante".

Alcuni passi competono poi alle istituzioni: "Evoluzione del quadro normativo internazionale e nazionale (regole Basilea 3, Eba, ruolo delle agenzie di rating, e non solo; rimozione di sfavorevoli divari normativi a livello comunitario; equilibrio tra evoluzione legislativa/regolamentare e costi della compliance per le banche; necessità di più attente analisi di impatto delle normative proposte)",sono le misure elencate nella nota Abi.

In questo quadro di profonda incertezza, "le banche italiane hanno proseguito anche nel 2011 l'azione di supporto a favore di imprese e famiglie, in misura superiore rispetto a quanto avvenuto altrove. Il tasso di crescita medio degli impieghi dell'anno è risultato pari a +3,6% che si confronta con il +1,3% in Europa", dice la nota dell'Abi.

L'andamento degli impieghi, sottolinea comunque l'Abi, seppure positivo, è rallentato rispetto al 2010, "a causa di fattori di domanda, legati al peggioramento congiunturale in atto, ma anche di fattori di offerta connessi al deterioramento della qualità del credito e alla situazione di liquidità. Tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 il rischio di una crisi di liquidità è stato, infine, scongiurato dalla decisione della Bce di introdurre operazioni di rifinanziamento a tre anni volte a sostenere il mercato creditizio".

(Stefano Bernabei)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia