RPT-Italia, reddito reale disponibile famiglie inferiore di 1.300 euro su 2007-Istat

martedì 22 maggio 2012 11:22
 

(Aggiunge parola 'disponibile' in titolo)

ROMA, 22 maggio (Reuters) - Alla fine dello scorso anno il reddito disponibile delle famiglie risultava del 7% inferiore rispetto al 2007 e questo ha spinto gli italiani a ridurre di quasi quattro punti percentuali il tasso di risparmio.

"In quattro anni la perdita in termini reali (a prezzi 2011) è stata pari a 1.300 euro a testa e la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è passata dal 12,6% all'8,8%", ha detto il presidente dell'Istat Enrico Giovannini presentando in Parlamento il Rapporto annuale sulla situazione del Paese.

Solo nel 2011 il reddito disponibile delle famiglie è diminuito dello 0,6% per il quarto anno consecutivo, tornando sui livelli di dieci anni fa: in termini pro-capite è inferiore del 4% al livello del 1992 e del 7% nei confronti del 2007.

Grazie alla riduzione della propensione al risparmio, oltre 13 punti tra il 1992 e il 2011, e al supporto proveniente dai trasferimenti pubblici alle famiglie, gli indicatori di povertà relativa basati sulla spesa sono rimasti stazionari negli ultimi 15 anni intorno al 10-11%.

Invariato è rimasto anche il forte divario tra Nord e Sud: nelle regioni settentrionali l'incidenza della povertà era pari, nel 2010, al 4,9%, in quelle meridionali al 23%.

Al contrario, la composizione dei consumi delle famiglie è mutata significativamente, osserva Istat.

Tra il 1997 e il 2010 è aumentata di molto la quota destinata all'abitazione (oltre sei punti percentuali), meno quella per l'energia, mentre tutte le altre voci hanno visto una riduzione della propria importanza.

Le famiglie più povere hanno accresciuto i consumi del 44%, riducendo drasticamente le spese non necessarie e la qualità dei prodotti acquistati (il 20% di esse si rivolge agli hard discount). Gli acquisti del ceto medio sono aumentati del 25% e sono ora maggiormente orientati verso prodotti non alimentari, con un forte incremento delle spese per l'abitazione (affitto, utenze, ecc.). Infine, le famiglie più ricche spendono nel 2010 solo il 14% in più del 1997, con un peso maggiore, oltre che dell'abitazione, degli altri beni e servizi, la cui quota aumenta di mezzo punto percentuale.   Continua...