16 maggio 2012 / 15:08 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Italia, avanti con riforme per evitare contagio Grecia - Fmi

* Fmi dice che Italia va in giusta direzione ma resta molto da fare

* Banche devono avere capitale sufficiente per credito imprese

* Monti, emergenza non finita, non lascio rigore per crescita (Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni e contesto)

di Giuseppe Fonte e Giselda Vagnoni

ROMA, 16 maggio (Reuters) - Per difendersi dal contagio della crisi greca l‘Italia deve mantenere alta la spinta riformista che ha caratterizzato gli ultimi sei mesi sotto la guida di Mario Monti e fare in modo che le banche nazionali abbiano capitali sufficienti per fornire credito alle imprese.

Al termine della missione annuale ex article IV dello statuto, il Fondo monetario internazionale sollecita una rapida approvazione in Parlamento della riforma del mercato del lavoro e invita il governo a tagliare “rapidamente” la spesa pubblica improduttiva, passo essenziale per ridurre il peso delle tasse.

“L‘Italia è nella giusta direzione, ha fatto enormi progressi negli ultimi sei mesi”, ha detto Reza Moghadam, direttore del Dipartimento europeo Fmi in una conferenza stampa al ministero dell‘Economia con Monti e il suo vice Vittorio Grilli.

“Quello che l‘Italia deve fare è continuare a portare avanti lo sforzo riformista intrapreso finora”, ha aggiunto Moghadam rispondendo alla domanda sulle conseguenze per il Paese di un ulteriore peggioramento della crisi Grecia.

Gli economisti di Washington giudicano “appropriata” a garantire il pareggio di bilancio strutturale nel 2013 la correzione dei conti pubblici fatta con le tre manovre del 2011 e condividono l‘intenzione del governo di evitare, attraverso nuovi tagli di spesa, l‘aumento dell‘Iva nell‘ultimo trimestre dell‘anno.

MONTI: CRESCITA RICHIEDE ANCHE RIGORE

Il presidente del Consiglio ha ribadito che la fase di emergenza non è finita e che non è intenzione del suo governo “abbandonare il rigore per dedicarsi solo alla crescita”.

“L‘analisi del Fmi conferma che nel definire le operazioni di politica economica e fiscale sono stati presi tutti i margini necessari per evitare nuove manovre, anche nel caso di un nuovo deterioramento della congiuntura internazionale come sta accadendo”, ha commentato Monti mostrandosi soddisfatto per l‘esito della missione.

“Il nostro obiettivo è la crescita e la crescita richiede per un Paese che era finito sull‘orlo del precipizio il consolidamento dei conti pubblici”.

“L‘Italia chiede non una minor disciplina di finanza pubblica ma più attenzione alla crescita con soluzioni innovative e coraggiose” a livello europeo, dice Monti.

Il capo del governo aggiunge che “le prossime settimane saranno decisive per il futuro dell‘Italia e anche dell‘Unione europea”, e sottolinea la preoccupazione dell‘amministrazione americana guidata dal Barak Obama per la situazione dell‘Eurozona: “Preoccupazione notevole e accresciuta da conturbarsi della situazione greca”.

DA RIFORME SPINTA 6% AL PIL IN MEDIO TERMINE

Se l‘Italia ha fatto molto sul fronte del risanamento, “molto altro resta da fare per ridare slancio alla crescita”, ammette Monti.

I dati sul Pil del primo trimestre (-0,8% sugli ultimi tre mesi del 2011) sono per il Fondo coerenti con la stima di una recessione pari all‘1,9% nell‘intero 2012 ed esistono anche rischi di una revisione “al ribasso”.

Da qui l‘enfasi sulle riforme strutturali, che “potrebbero aumentare il livello del Pil di circa il 6% nel medio termine”.

“La riforma del mercato del lavoro dovrebbe essere approvata velocemente per ridurre incertezze e favorire nuove assunzioni”, dice l‘Fmi apprezzando sia gli sforzi per estendere ai lavoratori atipici qualche forma di protezione dalla disoccupazione sia gli sforzi per facilitare i licenziamenti economici.

L‘Italia deve inoltre concludere “entro l‘anno” la separazione fra Snam ed Eni, continuare nell‘azione di liberalizzazione delle professioni e rendere più efficiente il sistema giudiziario.

“La condizione del successo”, avverte Moghadam, è che i partiti di maggioranza continuinino a mostrare “ampio consenso politico” per l‘azione del governo.

STRESS TEST BANKITALIA ANCHE SU BANCHE DI MEDIA DIMENSIONE

Altro capitolo centrale riguarda le banche. Il Fondo chiede alle autorità di vigilanza di incoraggiare gli istituti di credito a ristrutturare o vendere i crediti in sofferenza per aumentare gli impieghi.

Oltre a favorire lo sviluppo di un mercato per la ristrutturazione degli attivi problematici, l‘Italia dovrebbe aumentare la deducibilità fiscale delle perdite su crediti e “snellire le procedure di fallimento e pignoramento”.

La Banca d‘Italia dovrebbe incoraggiare le banche a garantire le richieste di rafforzamento patrimoniale dell‘Autorità bancaria europea (Eba) “aumentando il capitale o cedendo le attività non core, anziché tagliando i prestiti”.

“Per migliorare ulteriormente la trasparenza, la Banca d‘Italia dovrebbe pensare di estendere gli stress test a un insieme più ampio di istituzioni, tra cui le banche di medie dimensioni, e pubblicare i risultati nei rapporti periodici sulla stabilità finanziaria”.

TROPPE TASSE AUMENTANO EVASIONE, RIDURLE CON SPENDING REVIEW

Molta enfasi il Fondo monetario pone sulla spending review, il processo che attraverso l‘analisi mirata delle singoli voci di bilancio porterà il governo a individuare ed eliminare sprechi e spese pubbliche improduttive.

“Più alte sono le aliquote più aumenta l‘evasione fiscale. C‘è bisogno di un riequilibrio”, sostiene Aasim Husain, vice direttore del Dipartimento europeo del Fmi.

Tagliare voci di spesa come gli stipendi dei dipendenti pubblici, ridurre le agevolazioni fiscali e intensificare gli sforzi contro l‘evasione fiscale “creerebbe spazio per misure di sostegno alla crescita”, dice il Fondo.

“Queste misure potrebbero includere: la riduzione del cuneo fiscale per rilanciare l‘occupazione; aumentare le agevolazioni fiscali sul capitale d‘impresa o finanziare un modesto, mirato aumento degli investimenti in infrastrutture pubbliche”.

Il Fondo stima che una “ricomposizione dell‘aggiustamento fiscale potrebbe aumentare il livello del Pil dell‘1% nel lungo periodo”.

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