15 maggio 2012 / 09:59 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Italia, economia trim1 delude più del previsto

(riscrive aggiungendo commento analisti e contesto)

MILANO/ROMA, 15 maggio (Reuters) - Il copione non sorprende più di tanto. Nei primi tre mesi dell‘anno l‘economia italiana ha fatto peggio delle attese, quella francese si è fermata come previsto e quella tedesca ha ampiamente sorpreso al rialzo.

La stima preliminare Istat parla di una variazione congiunturale negativa pari a 0,8% - peggior risultato dal primo trimestre 2009, subito dopo il crac Lehman - e va confrontata con la contrazione di 0,7% nei tre mesi al 31 dicembre scorso e con il consensus Reuters pari a -0,6%.

“Un risultato inferiore alle nostre aspettative, su cui i rischi erano peraltro al ribasso, che sorprende in maniera relativa”, esordisce Chiara Corsa di UniCredit.

“Dopo i numeri di oggi e guardando alle indicazioni congiunturali delle indagini Pmi e Istat è davvero difficile ipotizzare una stabilizzazione nel secondo trimestre, che dovrebbe mostrare un nuovo calo anche se meno drammatico”.

Impegnata con i dati di crescita dei tre pesi massimi della zona euro, la mattinata si conclude con la prima stima Eurostat relativa ai diciassette che evidenzia una variazione nulla a fronte del consensus per una battuta d‘arresto di 0,2%.

Tornando al dato italiano, i primi tre mesi dell‘anno si configurano come terzo trimestre consecutivo di caduta del Pil dopo la variazione nulla del secondo trimestre del 2011.

In assenza di dettagli sugli aggregati, gli analisti tendono ad attribuire la responsabilità principale della débacle al capitolo consumi e investimenti, i più direttamente toccati dalle misure di austerity di Mario Monti tanto apprezzate in Europa.

Pubblicate soltanto venerdì scorso e identiche alle più recenti proiezioni Bankitalia, le stime di primavera a cura della Commissione europea ipotizzavano per il prodotto interno lordo nazionale una contrazione di 0,7%. Ancora più pessimista si era detta Confindustria, arrivando a ipotizzare un -1,0%.

Metabolizzati i numeri di oggi, poco incoraggianti si delineano le prospettive per i prossimi mesi.

“Sia la produzione industriale che il Pmi evidenziavano debolezza e poi le condizioni meteorologiche avverse di febbraio hanno amplificato il calo del Pil con problemi ai trasporti che hanno bloccato la produzione”, commenta Vincenzo Bova di Mps Capital Service.

Per l‘intero 2012 il Documento di economia e finanza proietta un -1,2%, da confrontare con il -1,4% della Ue e il -1,9% del Fondo monetario internazionale.

“Una contrazione del Pil tanto marcata e crescenti timori sul secondo trimestre potrebbero aumentare il timore degli investitori”, commenta Marco Stringa di Deutsche Bank.

“Tenendo conto del declassamento delle banche [varato ieri da Moody’s su 26 istituti], dei segnali di debolezza sul secondo trimestre e delle nuove tensioni sui titoli sovrani si potrà avere una nuova ricaduta negativa sulla fiducia dei consumatori, sugli investimenti delle imprese e sulla disponibilità di credito”, aggiunge.

Per un‘ultima inquadratura della situazione si guardi al differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto decennale, che veleggia sui massimi da quasi quattro mesi, e all‘indagine Zew relativa alle aspettative per l‘economia italiana, in marcato deterioramento a maggio dopo il leggero recupero di marzo e aprile.

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