10 maggio 2012 / 10:49 / 5 anni fa

PUNTO 2-Italia, sale a sorpresa produzione marzo, outlook resta debole

(aggiunge previsioni Confindustria in terzo capitolo)

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 10 maggio (Reuters) - Inatteso aumento della produzione industriale italiana in marzo dopo due mesi di sensibile contrazione. Un dato che, tuttavia, non sembra mutare in maniera sostanziale le prospettive economiche del paese, destinato a una contrazione del Pil che si protrarrà quasi certamente fino all'estate.

Secondo i dati Istat pubblicati questa mattina l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,5% su base congiunturale, dopo il -0,7% di febbraio e il -2,5% di gennaio. Le stime degli economisti indicavano per marzo un altro dato in contrazione, dello 0,2%.

"È un rimbalzo tecnico dopo due mesi di forte calo, ma già da aprile prevediamo un ritorno a dati negativi di produzione, anche perché le indagini Pmi manifatturiere evidenziano rischi su un orizzonte di tre-quattro mesi", spiega l'economista di Intesa Sanpaolo Paolo Mameli.

Il primo trimestre 2012 - si legge nel comunicato dell'Istat - si chiude con un saldo negativo della produzione industriale pari al 2,1% congiunturale, dopo il -2,5% degli ultimi tre mesi dello scorso anno.

Nel mese di marzo la produzione rimane comunque in contrazione su base tendenziale: l'indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato un calo del 5,8%, dopo il -6,8% di febbraio. Anche in questo caso si tratta però di un dato migliore delle stime, fissate a -6,7%.

"Il recupero della produzione in marzo non è sufficiente a consentire un allentamento del tasso di recessione del Pil nel primo trimestre, per cui confermiamo la stima di contrazione dello 0,6% con rischi al ribasso", spiega l'economista di Unicredit Chiara Corsa, mentre Fabio Fois di Barclays conferma una previsione di decrescita dell'economia italiana dello 0,7% nel periodo gennaio-marzo, "una stima che già inglobava un'ipotesi di rimbalzo della produzione".

SALE PRODUZIONE BENI DI CONSUMO NON DUREVOLI

Per quel che riguarda lo spaccato del dato di produzione di marzo, informa l'Istat, variazioni congiunturali positive sono state rilevate nel comparto dei beni di consumo (+0,8%, con un +1,4% per quelli non durevoli e un -2,3% per quelli durevoli) e dei beni intermedi (+0,5%); variazioni negative, invece, hanno interessato i comparti dell'energia (-7,2%) e dei beni strumentali (-1,1%).

"È positivo l'aumento della produzione di beni di consumo, anche se resta debole quella dei beni durevoli; è tuttavia intuibile che in questo periodo si stiano posticipando le decisioni sugli acquisti più importanti" afferma Fois di Barclays. "La componente energy, che cala del 7,2% su mese, sconta invece il forte incremento che si era registrato in febbraio, quando ci fu un +4,7%".

Più cauto Mameli, secondo cui "preoccupa il calo dei beni di consumo durevoli e dei beni capitali".

RECESSIONE PIU' BLANDA IN TRIM2 MA CONFINDUSTRIA DUBBIOSA

La recessione italiana, già in atto dal terzo trimestre dell'anno scorso, dovrebbe dunque confermarsi nel primo e nel secondo trimenstre 2012, portando a quattro il numero consecutivo dei periodi di segno negativo per il Pil. Ma il passo di tale recessione dovrebbe sensibilmente allentarsi tra aprile e giugno di quesat'anno.

"Tenendo conto che il valore aggiunto dei servizi è stato negativo nel quarto trimestre e sarà ancora peggiore nel primo, questi dati sono coerenti con una contrazione del Pil dello 0,7% nel primo trimestre, in linea con l'andamento del quarto, forse anche qualcosa meno", spiega l'economista di Intesa Sanpaolo, che tuttavia aggiunge: "Questa uscita abbastanza buona della produzione dal trimestre dovrebbe aiutare in vista del secondo, su cui stimiamo ancora un calo, ma minore, cioè un -0,5% per la produzione e un -0,3% per il Pil".

Non molto distanti le previsioni degli altri economisti: secondo Barclays la stima sul pil del secondo trimestre resta confermata ad un -0,1%.

Chiara Corsa di Unicredit sottolinea che "i risultati deludenti delle indagini congiunturali di aprile, Pmi in testa, gettano un'ombra sul secondo trimestre. Nel nostro scenario avevamo ipotizzato un Pil piatto nel secondo trimestre, ma anche su questa previsione ci sono rischi al ribasso".

Di segno decisamente più negativo le previsioni di Confindustria. Nella sua analisi mensile Congiuntura flash, il Centro studi dell'associazione degli industriali indica un calo congiunturale del pil italiano più ampio rispetto allo 0,3% stimato un mese fa e "forse" superiore al -1% attualmente previsti per i prime tre mesi del 2012.

Sul fronte europeo, anche per la Germania, si è registrato nei giorni scorsi un dato di produzione migliore delle attese in marzo, sebbene su livelli sensibilmente superiori a quelli italiani: +2,8% su mese, a fronte di stime per un +0,8%, dopo il dato negativo (-0,3%) di febbraio.

Sorpresa negativa invece questa mattina per la Francia, la cui produzione scivola in negativo di uno 0,9% congiunturale, su attese per un -0,5%, per quanto reduce dal dato in controtendenza, +0,9%, di febbraio.

I numeri relativi alla produzione industriale della zona euro sono invece attesi per lunedì prossimo.

-- ha collaborato Gavin Jones

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